“Per chi ha un cuore green è un’esperienza traumatica vedere una pianta distrutta”. Intervista a Cristiana Liguori Coportavoce di gente Green.

Le profonde trasformazioni a cui stiamo assistendo e la crisi ambientale fanno in modo che tali temi non siano più sussidiari o secondari rispetto ad altri. Abbiamo intervistato Cristiana Liguori di gente Green e ne è emersa un’idea di città in armonia con i principi dell’ecologia: 

Allora Cristiana, come nasce il tuo interesse per le tematiche ambientali?

Fin da bambina ho avuto ho avuto una spiccata sensibilità per le sorti degli animali e delle piante. Per questa ragione a 14 anni smisi di mangiare la carne. Ma è solo in tempi recenti che ho sentito il bisogno di agire concretamente e smettere di lamentarmi dello stato delle cose. Io penso che le persone comuni hanno molto potere ma devono metterlo in campo. Specialmente quelle che hanno a cuore il benessere di tutti. E così avevo appena deciso di iscrivermi a una grande associazione tipo Legambiente o WWF quando mi contatta Carmine Maturo e mi invita a partecipare alla prima riunione di una nuova associazione, Gente Green. Una coincidenza interessante!


Cosa è gente Green e quali sono le sue campagne?
Gente Green è un’associazione nata dalla volontà di incidere nella città di Napoli ma anche nella città metropolitana ed è costituita da tecnici, ecologisti storici e persone appassionate a queste tematiche come me.
La nostra visione è ampia, abbiamo un programma che riguarda i trasporti pubblici, la rete della pista ciclabile, abbiamo lanciato una campagna per la costruzione di un nuovo aeroporto per allontanare il traffico aereo dall’area urbana. Poi c’è la questione dei parchi e del verde. Di recente abbiamo presentato un manifesto per il verde insieme a wwf e Legambiente.
Inoltre organizziamo eventi per consentire ai cittadini di godere delle bellezze della città, come le passeggiate del cambiamento che si svolgono sulle scale della Pedamentina e del Moiariello. E ancora stiamo curando un ciclo di discipline orientali come yoga, tai chi e altre che si tengono al bosco di Capodimonte.
A Napoli ti stai battendo contro la potatura selvaggia. Ci racconti questa esperienza?

Per chi ha un cuore Green, è un’esperienza traumatica vedere una pianta distrutta, tagliata, bruciata. Ed è quello che si vede in città, per non parlare degli incendi boschivi dell’estate scorsa. Li sono stati distrutti flora e fauna. Le persone devono capire che a noi il verde serve intatto e abbondante per la salute dei nostri figli. Il verde non è solo un fattore estetico, ma è un vero e proprio presidio sanitario. Senza il verde si muore. Penso che bisogna educare all’ambiente l’intera popolazione a partire dalle scuole primarie. C’è molta ignoranza.
a Napoli le politiche ambientali sono tenute nel giusto conto?

A Napoli e dintorni ci sono molti problemi da risolvere e quello del verde è uno di questi. Abbiamo ereditato cattive abitudini che si fa fatica a cambiare. Servono persone capaci con una nuova visione. Sia i tecnici che i giardinieri sono convinti che bisogna tagliare, mentre i nostri esperti non lo pensano affatto. Solo quando strettamente necessario si può potare non più del 30% della pianta e con tecniche precise. Il problema è a monte, non si può piantare un albero ad alto fusto a un metro delle abitazioni, perché è ovvio che i rami cresceranno sui balconi dei residenti.
Quali sarebbero delle soluzioni per rendere la nostra città più in armonia con l’ambiente?

Le soluzioni sono molteplici, ma la prima che mi viene in mente è fare un piano del verde o perlomeno applicare le leggi già esistenti che a detta degli agronomi non sono malvagie. Inoltre serve un cambio generazionale di operatori nel settore. Come in ogni campo se c’è una vera passione il lavoro che vai a fare ne trarrà beneficio. Aumentare le aree verdi per i bambini e anche per i cani. Dovremmo prendere esempio dalle città europee. Più pedoni, più bici, più verde.


Non posso esimermi dal chiederti cosa pensi di questa vicenda dei cd. “sacchetti biodegradabili”

La questione della plastica è molto seria, molto grave. È sotto gli occhi di tutti l’esistenza di veri continenti di plastica alla deriva. Non credo a chi dice che la plastica ben smaltita è ecologica. Dobbiamo fare una conversione globale dei sacchetti di plastica in biodegradabile. È ridicolo proporre solo i sacchetti biodegradabili per la frutta o i farmaci. E tutto il packaging? Sarà meglio pagare qualche centesimo per le buste che qualche milione per il recupero dell’ambiente. Quello che trovo assurdo è che non si possa portare buste riciclate. Un decreto malsano che va boicottato.


Chi volesse iniziare un percorso di attivismo ambientalista come potrebbe contattarti?

Potrebbe contattarci attraverso la nostra pagina Gente Green per poi partecipare ai nostri meeting e alle nostre iniziative. Abbiamo bisogno di giovani per agire insieme per il loro futuro!


 Ci piace che gli intervistati ci raccontino del loro universo interiore. Ci parli di un libro e un cd musicale che ti ha particolarmente appassionata?

Mentre per la musica non ho un’idea precisa, c’è invece un libro che rileggo periodicamente ed è Lo Zen e il tiro con l’arco. È la storia di un occidentale che prende lezioni di tiro con l’arco da un maestro orientale. Parla della concentrazione, o meglio della compenetrazione della mente con l’oggetto, una sorta di fusione della psiche con la materia che ti consente di ottenere il risultato senza sforzo. Ci sto lavorando!

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