Napoli incontra Cuba attraverso i culti della santeria. Ne abbiamo parlato con Melania Scarpato.

Napoli e l’Avana sono due città molto distanti ma a volte accade che si creino ponti che mettono in contatto mondi lontani. La santeria sicuramente è uno di questi. Ne abbiamo parlato con Melania Scarpato che ci ha raccontato questo universo:

Da dove derivano i culti santeri?
La Santeria cubana nasce dal sincretismo tra la religione cattolica e l’animismo africano ai tempi della schiavitù. Quando gli schiavi, di origine per lo più Yoruba, Bantù e Congo, furono portati dagli spagnoli principalmente a Cuba e poi nel resto del sud America, non avevano il permesso di celebrare le loro divinità, detti “Orishas”, sotto casa cattolica. Decisero così di spacciarli per Santi cattolici con i quali avessero un qualsiasi tipo di relazione. Così l’Orisha del fuoco, della folgore e della spada, Shangò, divenne Santa Barbara. Eleggua, rappresentato come bambino burlone, divenne il Santo Niño de Atocha. Babalù Aye, colui che aiutava le persone affette da lebbra, divenne S. Lazzaro. Questo giusto per fare degli esempi. Il nome “Santeria” fu dato al culto dagli stessi spagnoli per identificare questa enorme devozione da parte degli schiavi verso i Santi, ma in realtà noi la chiamiamo Lukumì o Regla de Ocha. Il fatto di credere negli Orishas non vuol dire che noi nob crediamo in Dio, anzi. Secondo le credenze del popolo Yoruba, il quale si stanziava nell’attuale area a sud tra Nigeria e Benin, esiste un “Essere supremo” formato di 3 elementi e dotato di una forza astratta e cosmica capace di dare vita a tutto (Ashé). Olodumare, è l’universo. Olorun, è il sole, forza vitale della natura. Olofin, è la forza creatrice del regno degli umani e degli animali. Questo “Essere supremo” invia sulla Terra le divinità per aiutare gli uomini a risolvere i problemi quotidiani. Quindi possiamo dire che la Regla de Ocha è una religione monoteista ma attua come se fosse politeista.

Cosa porta una ragazza napoletana ad aderire alla Santeria?
Di solito le persone si avvicinano alla religione per 3 motivi: per salute, per vocazione o semplicemente perché tramandato in famiglia. Personalmente il mio motivo è stato il secondo. Sono sempre stata molto sensibile all’energie che interagiscono e si muovono attorno a noi e in precedenza seguivo un culto neopagano da quando avevo 16 anni (anche se i miti greci iniziarono ad esercitare fascino su di me già all’età di 12 anni) volto alla celebrazione del Dio e della Dea madre. Festeggiavamo i Sabbath (equinozi e solstizi) e gli Esbath (luna piena), facevo parte di un’associazione neopagana che aveva come scopo la divulgazione di questo tipo di cultura, Quercia Bianca, e che esiste ed opera tutt’ora su tutto il territorio campano. Ed ora entriamo nel vivo. Una sera, mentre ero dedita a celebrare la luna piena, mi sentii come quando sei a riva e vieni travolto da una grossa onda e subito dopo sentii un brivido che mi percorreva tutto il corpo. Mi pietrificai. La mia amica, che è venezuelana e quindi qualcosina di questa cultura ne era a conoscenza avendo la zia Santera, mi disse, senza che io aprissi bocca su ciò che mi era appena accaduto, “Non ti preoccupare, amore, è Yemaya” (Orisha signora del mare). Così iniziai a farmi 30 mila domande: perché proprio me? Con una venezuelana che ha nel sangue questa cultura, perché venire da me che ero completamente lontana da queste credenze e per di più non sapevo nulla di tutto ciò? Quindi iniziai a documentarmi e contattai tramite facebook una botanica che vende prodotti di santeria, “Animalero Santeria”, con la speranza di saperne di più. Conobbi così Carlo Angelo Nuzzo che divenne per me prima di tutto un grande amico e poi anche una guida spirituale. E colgo l’occasione per ringraziarlo di tutto ciò che ha fatto per me, senza di lui non sarei dove sono ora o probabilmente avrei impiegato molto più tempo. Tornando a noi, Angelo mi portò ad una festa religiosa, “Tambor”, in onore di Eleggua. Lì conobbi altre persone, santere e non, cubane ma anche italiane. E così entrai a far parte della comunità santera 3 anni fa, ma per essere “iniziata” ho dovuto aspettare 2 anni, non perché ci fosse un tempo prestabilito ma semplicemente non era ancora la mia ora. Un anno fa aiutai Angelo in una esposizione dei suoi prodotti al concerto di uno dei gruppo folclorici più importanti di Cuba, “Yoruba andabo”, e lì conobbi colui che sarebbe poi diventato il mio padrino. Julio Cesar, detto “el gordo” per la sua stazza, accettò con molto piacere di iniziarmi al culto e così organizzammo la cosidettà “Mano di Orula” che durò 3 giorni. Ciò che succede durante l’iniziazione non posso svelarlo in quanto segreta, ma posso solo dire che il terzo giorno, chiamato “giorno dell’Ita”, i sacerdoti di Orula (orisha del destino), grazie ad un oracolo, ti dicono qual è il tuo destino, cosa fare e cosa non fare affinché ti vadano bene le cose. Inoltre ti svelano qual è il tuo Orisha tutelare, ovvero chi ti protegge e veglia su di te e che un giorno dovrai “coronare” per poter diventare effettivamente sacerdote/sacerdotessa di quel Santo. E indovinate chi è uscito come mio Orisha tutelare? Chi se non la Regina del mare, colei che mi aveva chiamata a sé 3 anni prima. Ed eccomi qua su questo cammino ma di strada ne ho ancora tanta da fare.

Fotografia di Federica Fusco

Esiste un culto santero a Napoli?
A Napoli la comunità santera è abbastanza grande. Basti pensare alla comunità cubana trasferitasi in Italia che è numerosa. E come ho detto prima, non solo i cubani seguono questo culto. Se ad essi aggiungiamo i molti italiani, napoletani o campani in generale, che hanno abbracciato questa religione, allora i numeri aumentano. Questa religione non ha una sede spirituale, in quanto è molto personale e individuale. Ma i credenti spesso si riuniscono in case private per celebrare e festeggiare, con musica e canti, gli Orishas. I canti sono in lingua Yoruba e la musica è riprodotta con speciali tamburi, detti “Batà”.

Fotografia di Federica Fusco

 C’è un legame tra Napoli e Havana?
Napoli è molto simili all’Havana. Anche se non ci sono ancora stata, ci andrò a breve, ma da come me ne hanno parlato, sia urbanisticamente sia antropologicamente sono molto legate tra loro. Il popolo è caloroso, ti trattano come una persona di famiglia invitandoti in casa ed offrendoti da bere. Ma la cosa che secondo me lega ancor di più queste due città, oltre l’enorme devozione per le numerose madonne, è il culto dei morti. Anche a Napoli, fino a poco tempo fa, le anime dei defunti erano venerate come dei veri e propri santi. Si portava loro cibo, fiori e candele. Così è anche a Cuba poiché prima del Santo viene il morto, “Ikù lobi ocha”.
 Un’altra tua passione è il ballo. Com’è iniziata questa storia? Frequenti una scuola?
La passione per il ballo è sempre stata presente dentro di me fin da quando ero piccola, ma ho iniziato a frequentare una vera e propria scuola di balli caraibici 1 anno e mezzo fa, dopo una forte delusione amorosa, dovuta ad una rottura di un fidanzamento durato 10 anni, avvenuta non per volere mio. Ad oggi posso dire che ciò è stata una benedizione per me. Il ballo, unito con la religione, mi ha salvato. Tutt’ora frequento la stessa scuola, “El uno ahora”, una delle poche scuole che trasmette realmente la VERA cultura cubana. Ed approfitto per ringraziare i miei maestri Riccardo Sozzino e Miriana Diotallevi per aver creduto in me sempre, anche quando non ci credevo io in prima persona, per spronarmi ogni giorno e per infondere in me la loro passione per il ballo. Ora il mio obiettivo è studiare ed approfondire la parte folclorica del ballo, ovvero la rumba (ballo popolare cubano) e i balli dei Santi (balli sacri dei quali vengono rappresentati gli Orishas).
Chi fosse incuriosito dalla Santeria, come può contattarti?
Voglio precisare che questa religione non fa proselitismo, ma che chi volesse saperne di più su questa magnifica cultura può contattarmi su facebook, anche se come ho detto di strada ne ho ancora da fare. Poi per chi è realmente interessato, posso mettere in contatto con persone maggiori che sono molto più avanti di me sul cammino.
Ci consigli un libro, un film e un CD?
Da premettere che essendo questa una religione nata in africa, la cultura veniva diffusa e trasmessa verbalmente. Quando poi il popolo africano fu portato nel Nuovo Mondo iniziò a trascrivere le proprie credenze e legende su carta. E’ difficile trovare testi in lingua italiana poiché sono per lo più in lingua spagnola. Però spulciando nelle più famose librerie italiane, è possibile trovare qualcosina inerente alla storia e teoria della religione. Difficile trovare qualcosa che tratti della ritualistica in quanto segreta e trasmessa da Padrino a figlio. Film che parlano prettamente di santeria credo non esistano o se esistono non sono stati pervenuti. E’ possibile trovare accenni in alcuni film ambientati a Cuba o in generale nel sud America. Però ci sono numerosi documentari, come per esempio “con los santos no se juega”, facilmente reperibile su youtube. Per quanto riguarda la musica, sicuro posso consigliare “Yoruba andabo”, “Abbilona” o “Muñequito de Matanza” (gruppo folclorico). Inoltre faccio parte di un gruppo BATALAB, laboratorio di percussioni a cura del maestro Bata Bianconcini, che ha come scopo appunto la diffusione di suoni, musica e cultura afrocubana. Ci trovate su facebook e spesso ci esibiamo per strada o in eventi inerenti.

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