Intervista Pietro Ioia dell’Associazione Ex Detenuti sulla condizioni delle carceri italiane.

 Con l’intervista di oggi inizieremo ad occuparci di un tema difficile e molto spesso messo in oblio dai mezzi di comunicazione: il carcere.

Abbiamo deciso di iniziare intervistando Pietro Ioia, dell’Associazione  Ex Detenuti Organizzati Napoletani. 

Allora Pietro Ioia, come ha conosciuto il carcere?

ll carcere l’ho conosciuto che avevo venti anni, avevo una piazza di spaccio (fumo) nel mio quartiere:  Forcella

C’è stato un episodio all’origine del suo impegno?

Ebbene si, c’è stato un episodio che mi ha cambiato la vita, a favore degli ultimi, perché in carcere ho fatto vari corsi di carpentiere, proprio per cambiare vita, ma quando stavo per essere assunto da una ditta di Modena, il documento della mia fedina penale, è bastato per non accettarmi al lavoro, e mi sono sentito come un marchio addosso.

 La Sentenza Torreggiani ha avuto il merito di far luce sul trattamento inumano dei detenuti in Italia. Cosa pensa a riguardo?

La sentenza Torreggiani, è stata come una manna dal cielo, ed è la giusta ricompensa per tutti i detenuti che vivono in spazi ristretti, dove si vive la carcerazione psicologicamente in cattività

 Nella mia esperienza spesso la disorganizzazione degli uffici di sorveglianza cronicamente a corto di personale, si traduce in una lesione dei diritti dei detenuti.Cosa pensa a tal proposito?

Gli uffici di sorveglianza, a mio parere sono al collasso, ho visto migliaia di detenuti che scontavano più della pena perché non gli arrivavano la liberazione anticipata per buona condotta, e ci vorrebbero più giudici e più cancellieri, e più elasticità alle pene alternative.

 Attualmente come è la condizione nelle carceri campane?

Attualmente le carceri campane, sono di soffraffollamento e di mancanza di attività ricreative e lavorative, troppe ore chiusi in cella e per niente rieducative, in barba a l’articolo 27 della Costituzione italiana

Cosa è la cella ZERO?

La cella zero, e una cella al piano terra, che fu ideata nel 1982 per estorcere confessioni con la violenza, era una cella vuota con la sola eccezione di una coperta a terra situata in un angolo della cella, era luogo di torture e supplizio

Chiediamo a tutti i nostri intervistati di consigliarci un libro, un cd ed un film. lei che ci dice?

Per il libro io consiglio, “Cella zero morte e rinascita di un uomo in gabbia”, autore Pietro Ioia, Editore Marotta&Cafiero il mese prossimo in tutte le librerie d’Italia. Per il cd, consiglio il cortometraggio “Cella zero” ideato dal giornalista e fotografo Salvatore Esposito, e Pietro Ioia vincitore di molti premi. Il film consiglio, “Detenuto in attesa di giudizio”, di Nanni Loy

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