HOMESCHOOLING ED EDUCAZIONE PARENTALE. LA NOSTRA ESPERIENZA.

Mi presento: mamma Francesca, 31 anni, lavoratrice part time e mamma full time.
Due anni e mezzo fa ho conosciuto mia figlia: amore a primo pixel!
Mi è stato subito chiaro che m’ero ficcata in qualcosa di più grande di me; ricordo ancora la prima sera in casa nostra, con quell’esserino che dormiva sulla mia pancia, chiesi a mio marito:” Quando smetterò di provare questo stato di fibrillazione ed ansia per lei? Quando smetterò di sentire questo macigno di responsabilità?” la risposta era scontata: “mai”.
In effetti la fibrillazione è quasi svanita, forse anche l’ansia, ma la sensazione di responsabilità, la consapevolezza che qualunque scelta avremmo condotto sarebbe stata concatenata alla serenità della nostra piccola no, quella non è mai andata via. E così per qualunque scelta ci si interroga, ci si confronta, ci si sente piccoli e qualche volta si ha la certezza di aver sbagliato. Questa è l’educazione: un gran casino. Non si è mai letto abbastanza, non si è mai preparati veramente fino a quando non ci si rende conto che gli sbagli sono all’ordine del giorno, che dagli sbagli si impara insieme: tu, il tuo compagno e il tuo esserino. Perché a farti capire di aver sbagliato è il piccolo pargolo che accompagni per mano quando attraversi la strada. E costruire insieme significa correggere il tiro, andare a mirare da un’altra parte.
Mi sono resa conto ben presto che l’educazione scolastica, in questo paese, non si poneva gli stessi interrogativi che invece mi ponevo io. Sarò stata molto sfortunata, ma nei due asili nido che mia figlia ha frequentato durante gli ultimi due anni (uno comunale, l’altro privato), le educatrici erano sicure e convinte di operare nel bene e di non sbagliare mai. Anche se a mia figlia, spesso, il sorriso diventava un serrato trattino; insegnare a costo della serenità, dell’autonomia di espressione, della capacità e prerogativa tutta bambinesca del saper discernere, l’educazione è ancora vista come qualcosa che viene dall’alto, un deus ex machina che meraviglia gli ignari e ignoranti genitori che “non sanno cosa vuol dire educare”, perché i loro figli, che non hanno alcuna competenza, devono essere indirizzati ed “abituati” al sistema scolastico. La mia non è un’esagerazione, se si ha la fortuna di aver a che fare con educatrici che hanno voglia di insegnare numeri, lettere e forme geometriche a bambini di un anno (che ancora devo capire che se ne faranno di saper contare fino a 10) ci si imbatte spesso in questa antiquata forma mentis. E ci sono addirittura anche genitori pronti a lodare “la capacità strabiliante di far addormentare tutti i bimbi insieme, alla stessa ora, anche quando non sono stanchi, anche quando non ne hanno voglia!”. Tutto questo per me era ed è fonte di profondo dispiacere.
E, all’improvviso, mentre affogavo nel dispiacere di essermi buttata la zappa sui piedi, e mentre cercavo disperatamente di far capire a una delle tante educatrici che insegnare a mia figlia a difendersi dal compagno manesco picchiandolo a sua volta non era proprio nello spirito “peace and love” che arieggiava nella mia casa, ho iniziato a confrontarmi con mamma Stefania coi suoi due gioielli, mamma Marina col suo piccolo cucciolo, mamma Alessandra con la sua tenera piccola stellina. Ed è nato un confronto alla pari, carico delle stesse preoccupazioni e convinzioni: l’educazione scolastica non ci piace, è antiquata e, malgrado i copiosi interventi di educatori fantastici come Montessori e Waldorf, a nessuno importa di applicare quelle piccole azioni che potrebbero fare la differenza. Mia figlia, fino a quando a scuola dovrà stare composta e seduta a un banco, preferirà sempre stare a casa, in un parco, ad un laboratorio creativo.
Ed ecco la nostra idea: unire le nostre forze per un confronto creativo su educazione e esigenze parentali: l’educazione parentale.
La scuola non è l’unico momento di interazione sociale che possiamo offrire ai nostri figli, la pedagogia può essere condivisa, ci può essere un momento di confronto genitoriale, può esistere un altro modo di imparare, un modo non tradizionale e dall’alto, ma paritario e orizzontale, in cui genitori e figli si mettono allo stesso livello e insieme creano l’educazione. Questa idea, condivisa dalle altre figure genitoriali, è fondamentale. Ecco che è nato un gruppo di lavoro in cui i partecipanti si prestano alla serenità comune.
Il gruppo: impariamo insieme : homeschooling Napoli nasce per condividere l’esperienza con altri genitori

ed aprire il cerchio della nostra piccola comunità a chi è interessato. Bambini di tutte le età, che vanno a scuola o che stanno a casa coi genitori, grandi e genitori, zii, vicini, si incontrano sotto un grande albero, ogni mercoledì, al bosco di Capodimonte, condividono una merenda etica e si preparano ad organizzare, con l’esperienza di esperti di settore, professionisti e figure scelte e selezionate in base ad esperienza e feeling

Laboratori di cucina consapevole genitori e figli

yoga genitori e bambini,

laboratorio sperimentale di inglese

corso di educazione stradale genitori e figli

laboratorio di musica 0-3 anni

raccolta delle noci

passeggiate all’aperto e esplorazione del territorio e della flora

visite a parchi, musei

e tanto altro.

Non siamo un centro servizi, ci organizziamo insieme e decidiamo e impariamo insieme.

 

 

 

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