Intervista a tutto campo con Vincenzo Rusciano di Greenpeace Napoli: “creare un oggetto di plastica oggi significa creare qualche cosa che vivrà più a lungo dei nipoti di chi ha creato l’oggetto”.

Le questioni ambientali si rilevano di sempre maggior importanza. La questione climatica, l’inquinamento, la vivibilità delle metropoli sono temi imprescindibili per un’agenda politica. Ne abbiamo parlato con Vincenzo Rusciano, portavoce di Geenpeace Napoli.

Allora Vincenzo, quest’estate Napoli è stata funestata da terribili incendi. Cosa pensi a proposito?

Un dolore al cuore. In quel periodo ogni giorno passavo per le zone di Napoli da cui normalmente si gode del panorama ed ogni giorno era come ricevere una coltellata. Sembra assurdo pensare che nessuno riuscisse a controllare quei focolai che anzi, ogni giorno erano più grandi.

In quegli incendi c’erano vari cancri della nostra terra: i rifiuti tossici, l’incapacità di prevenire, la scarsità dei mezzi, l’incapacità di chi ci governa di saper risolvere un’emergenza che una pianificazione avrebbe potuto evitare.

Ci racconti le principali campagne di Greenpeace?

Bhè sono numerosissime: da quelle di contrasto alla deforestazione, ai quelle riguardanti i cambiamenti climatici, arrivando alle campagne sull’inquinamento dei mari. Chi volesse avere un quadro completo può consultare  http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/

Qui a Napoli, chi volesse sostenere le vostre attività, come dovrebbe fare?

Abbiamo un gruppo locale con una presenza virtuale: https://www.facebook.com/GreenpeaceNapoli/ ci riuniamo in vari posti in città e svolgiamo le nostre attività in coordinazione con l’ufficio nazionale a Roma, ma anche intraprendendo noi altre attività locali. Dalla pagina indicata chi vuole può scriverci e l’avviseremo della prossima riunione, ci possono pure scrivere a greenpeacegl.napoli@gmail.com

La Rainbow warrior è da tempo ormai impegnata nel contrasto all’inquinamento del mare. La plastica in questo senso sembra essere un’insidia temibile. Ci racconti di quest’esperienza?
Salire a bordo della rainbow è come entrare in un altro pianeta, un posto dove la gestione dei rifiuti ha influenza sul ciclo di vita dei prodotti che arrivano a bordo, a partire da quando si fa la lista della spesa. La rainbow è una specie di leggenda, é la terza della “saga” ed é la concretizzazione di quei valori ai quali apparteniamo noi come volontari.

Creare un oggetto di plastica oggi giorno significa creare un qualcosa che vivrà più a lungo dei nipoti di colui che ha creato quell’oggetto! Certo, in parte viene riciclata ma una bella parte diventa rifiuto, non trattato, con costi, ambientali e monetari assurdi. Il discorso vale soprattutto per il monouso: pensa, viviamo in un posto dove tra trovare, trasportare, trattare petrolio, farlo diventare un bicchiere, trasportarlo, venderlo, portarlo a casa o sciacquarlo dopo aver bevuto, la gente sceglie la prima opzione!

La grossa tragedia della plastica non é solo quella che si vede ma la microplastica, diffusa negli oceani.

Come Redazione riteniamo di fondamentale importanza la campagna contro il nucleare che state facendo. Cosa ne pensi?
Fermare un esplosione nucleare, nel 1971 fu l’obbiettivo di un gruppo di pazzi che s’imbarcò a bordo del Phyllis Cormack in Alaska. Quei pazzi alla fine sono coloro che pensavano che il cattivo progresso potesse essere fermato, sono stati loro a fondare Greenpeace. Quanto sta succedendo a livello internazionale é l’ennesima prova che il nucleare é un progresso che, come mondo non possiamo permetterci, né con le armi né quando pensiamo di usarlo per produrre energia, basti vedere quello che é successo a Fukushima.

 Da cittadino napoletano, ci dici una proposta che applicheresti per migliorare la qualità delle nostre vite?
Consapevolezza e collaborazione. Sono ritornato a Napoli dopo 13 anni di estero e la cosa più assurda che ho constato é l’accettazione che le cose dovessero andare così. La gente dovrebbe iniziare a pretendere dai politici piuttosto che riverirli. La gente dovrebbe smettere di pensare che l’estero é migliore, perché qua potremmo veramente stare bene, ma piuttosto che armarci e costruire qualcosa assieme litighiamo per il vantaggio immediato.

In fine, a tutte le persone con cui dialoghiamo chiediamo di consigliarci un cd musicale, un film ed un libro. Tu cosa ci consigli?
Musicalmente Lagrimas negras di Bebo y Cigala. Cinematograficamente invito a vedere “le Ali della Libertá” e come libro: “Into the Wild”.

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