ROCK!7: L’esposizione al museo PAN con in mostra uno dei distintivi originali di Elvis

La prima sala dell’esposizione, con riferimenti a John Milton

Chi, come me, ha avuto un’educazione particolarmente flessibile riguardo il dogma della religione, ha uno strano rapporto con le festività ad essa correlate.

Potrebbe sembrare liberatorio sentirsi completamente disinteressati rispetto al numeretto riportato quotidianamente dal calendario, ma si rischia di incappare in una sorta di vuoto esistenziale provocato dalla mancanza di sacralità associata alle feste comandate. Queste infatti, oltre a dare la possibilità di tirar fiato ai lavoratori, hanno una funzione psicologica ben precisa: quella di aggregare le persone e di farle sentire meno isolate.

Ecco dove risiede la differenza tra festa e festività. La “festa” viene percepita dal singolo come una questione privata mentre la “festività” riguarda il rapporto con l’altro, la sua utilità è quello di abbattere la sensazione di isolamento del singolo.

Personalmente, ho colmato il vuoto lasciato dai santi del calendario, elevando i grandi idoli del rock al rango di Pseudo Divinità da onorare: anniversari di nascita, morte e concerti importanti hanno quindi preso il posto del Natale, l’Epifania, San Valentino, la Pasqua ecc.

In quest’ottica, il 5 settembre è una data particolarmente importante per noi adoratori del rock, dato che è il giorno di nascita di Freddie Mercury.

Aggirandomi per la città in cerca di un luogo adeguato per festeggiare un evento di tale portata, ho scoperto che dal 2 al 30 settembre al Palazzo delle Arti di Napoli a Chiaia c’è, per il settimo anno consecutivo, la mostra gratuita “ROCK!7” dedicata alla musica ed i suoi linguaggi.

Il 2017 è stato molto impegnativo per noi adoratori dell’oscuro Dio del rock and roll, quest’anno è stato infatti il 50ennale di molti dei dischi più importanti della storia della musica contemporanea: “the Doors”, il primo album dell’omonima band, Sgt Peppers dei Beatles, l’album di esordio dei Pink Floyd ed il meraviglioso “the Velvet Underground & Nico” prodotto da Sua Maestà Andy Warhol, per citarne solo qualcuno.

Al PAN un’intera sala è stata dedicata a questi capolavori senza tempo in maniera un po’ goffa e caotica ma apprezzabile nel suo intento. Il visitatore passa rapidamente dal 1967 al 1977 e si imbatte in uno dei punti di forza della mostra, l’esposizione delle fotografie dedicate alla scena punk di Belfast del fotografo irlandese Ricky Adam (che ha incontrato il pubblico il 2 settembre).

Oltrepassando la sala commemorativa per Michael Jackson e quella per Bowie, con tanto di manichino, c’è il piatto forte dell’esposizione: la sezione dedicata ad Elvis che moriva esattamente quarant’anni fa.

Camminando tra “Il diario di Elvis” ovvero 30 roll-up con informazioni biografiche e fotografie del Re, i visitatori potranno ammirare due pezzi originali: la camicia militare indossata da Elvis durante il servizio di leva (ed immortalata in numerose fotografie) ed il distintivo di sceriffo della Contea di Shelby (Tennessee).

Presley aveva una sorta di fissazione per i distintivi validi che collezionava ed era solito portarli con sé quando viaggiava, a quanto scrisse sua moglie Priscilla nella biografia “Elvis and me“.

Per ottenere il distintivo della Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs (l’equivalente del nostro dipartimento anti-droga), Elvis arrivò a contattare direttamente il presidente degli Stati Uniti: venne accolto alla Casa Bianca per incontrare Nixon a cui portò in regalo un’arma, una Colt calibro 45 celebrativa della seconda guerra mondiale (attualmente esposta alla Nixon Library di Yorba Linda).

La foto scattata durante quest’incontro surreale, che venne reso noto solo un anno più tardi, è diventata virale e l’incontro tra i due uomini più famosi d’America è stato raccontato (e romanzato) nel film “Elvis & Nixon” del 2016, in cui Nixon, interpretato da Kevin Spacey risulta troppo simpatico per essere credibile.

Tornando alla mostra al PAN, degne di nota la sala dedicata ai Bee Gees e quella con i 7 sigilli gotici del rock: curata da Francesca Fariello, mette in luce connessioni tra musica rock e letteratura e cinema gotici.

Un piccolo ambiente, arredato un po’ frettolosamente per ricordare la Loggia Nera di Twin Peaks, è dedicata al regista David Lynch come a creare un ponte tra il cinema onirico e quello della musica.

A parte la mostra, lo staff di ROCK!7 organizzerà per tutto il mese di settembre eventi e proiezioni gratuite: il primo è stato un live-set acustico di Kee Marcello degli Europe che si è esibito il primo giorno della mostra per inaugurarla. Ogni mercoledì sono previsti aperitivi-rock mentre per tre giovedì consecutivi, il 7, il 14 ed il 21 settembre, verranno proiettati gratuitamente al cinema Hart a via Crispi “Eight Days a Week” il documentario di Ron Howard sui Beatles, “The Doors” diretto da Oliver Stone ed il film Woodstock, sul famoso festival che rappresentò l’apice della diffusione della cultura hippie.

articolo di Sara Picardi

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