IL NUOVO CORSO DEL PARTITO DEMOCRATICO E L’INTERESSE PER LE ANTICHITA’ EGIZIE.

La redazione di NapoLeaks di solito è in giro. Quando non lo può fare in strada, gira in rete. L’altro giorno ci siamo imbattuti in una immagine straordinaria:

 

Ok, hai visto giusto. E’ il convegno organizzato a Sulmona a cui hanno partecipato il Governatore dell’Abruzzo, il Ministro De Vincenti, il Presidente dell’Emilia Romagna  ed altri. Un poco di roba marchiata Partito Democratico.

In molti hanno criticato la cosa.

Noi ci troviamo in totale disaccordo con queste critiche. Quello che non si è compreso è che il PD voleva fare una rievocazione storica dell’antico Egitto. Infatti fin dal XII Sec. A.C. in Egitto vi era il Behet: ventaglio con piume di struzzo che serviva a difendere il faraone dai raggi del sole. Magari anche a fargli un poco d’aria. Di solito queste figure erano posseduto dallo spirito del dio Min.

Notiamo con gioia che il partito Democratico ha finalmente dismesso le pratiche politiciste per dedicarsi alla cultura attraverso le rievocazioni storiche.

Del resto, con tutte le mummie iscritte, sarebbe un peccato perdere un patrimonio storico di questa caratura.

Gli amici del PD devono aver letto le recenti dichiarazioni di Zahi Hawass, massimo esperto di egittologia al mondo, il quale ha invitato tutti gli italiani ad andare a vedere la maschera di Tutankhamon esposta a Torino.

Come dire: folgorati sulla via di Torino con Tutankhamon principe incontrastato di tutte le mummie.

Comunque di battaglie toste Zahi Hawass ne ha fatte. Mi ricordo quando affermò in un’invettiva: “se gli inglesi vogliono essere ricordati, dovrebbero volontariamente riabilitare la loro reputazione, restituendo la pietra” (Il Sovraintendente alle antichità egizie si riferiva, parlando di pietra, alla Stele di Rosetta).

Ora, non vogliamo sostenere che qualche pietra andrebbe pur restituita anche a quelli del PD. Noi ci accontenteremo di qualche secchiata di sano limo (fanghiglia fertilizzante che si ritrova sule sponde del Nilo). Ovviamente solo nell’ottica per cui, alcuni progetti politici, onde consentirne la fioritura, andrebbero ben concimati.

Ed allora, tutta sta roba è archeologia? Chissà. Un fatto è sicuro. Se nel lontano futuro, un nostro discendente chiederà lumi sui tempi antichi, sarebbe utile se dovesse ritrovare un papiro con al raffigurazione del “behet democrat”.

 

Impedire ai migranti l’accesso ai porti? Ne abbiamo parlato con Aboubakar Soumahoro, dell’esecutivo nazionale USB e portavoce della CISPM.

“Abbiamo in noi un demone che ci spinge di follia in follia”

così quando si manifesta la più assurda delle follie, non tener in considerazione il valore delle vite umane, la storia torna a precipitare in un oscuro baratro.

La follia xenofoba, una sorta di forza di gravità che attrae e divora interi continenti.

Il Governatore della Regione Campania ha proposto di chiudere i porti ai migranti. Una dichiarazione di inaudita disumanità. Essa purtroppo non è isolata ma si inserisce in una tendenza generale.

Abbiamo sentito su questo tema Aboubakar Soumahoro, dell’esecutivo nazionale USB e portavoce della CISPM (Coalizione internazionale San Papiers, migranti, rifugiati e richiedenti asilo).

Allora Abou, qui in Campania il Governatore Vincenzo de Luca vorrebbe chiudere i porti alle navi di migranti. Cosa ne pensa?

Le dichiarazioni del governatore Vincenzo De Luca sono la narrazione di una visione distratta del mondo e fuori luogo, motivo per cui penso che avrebbe bisogno di informarsi prima. Perché l’attuale situazione sono le conseguenze di politiche portate avanti dall’Italia e dall’Ue

Il presidente De Luca tenta di mettersi in sintonia con una crescente insoddisfazione. Cosa ne pensa?

Vorrei ricordare al Presidente De Luca che l’insoddisfazione dei cittadini sono dovute all’inadeguatezza e direi assenza di risposta sui temi della giustizia sociale, quindi la disoccupazione crescente insieme alla povertà e ai processi di privatizzazione della sanità ad esempio.

Il Governatore della Campania parla spesso di legalità. Cosa pensa lei a proposito?

Se la volontà è di combattere l’illegalità come sventola il Presidente, cominciamo ad abrogare norme come la Bossi-Fini e il Regolamento Dublino III. Altrimenti è pura demagogia e falsificazione della realtà

Al Via Scampia Summer Jam volume 3

La cultura hip hop abita da anni Scampia, dove nel tempo sono nate diverse formazioni rap e hip hop, più o meno conosciute, che hanno dato voce e passo alla rabbia, al disagio ma anche alla vitalità e all’energia degli adolescenti e dei giovani del quartiere. Da tre anni questo fermento musicale si concentra in Scampia Summer Jam, festival di hip hop internazionale che si svolge oggi sabato 1 e fino a domani domenica 2 luglio, presso il Centro Territoriale Mammut, nella grande piazza Giovanni Paolo II.
In una due giorni fittissima di appuntamenti, il festival coinvolge l’intero quartiere con la dirompente energia di giovani provenienti da tutta la città, e non solo, attraverso diverse espressioni creative come street art breaking, rap, writing, dj set, musica live.

Due giornate ricche di sfide danzanti, rap, colonne da dipingere, musica live. Stasera la festa continua con un ricco after party organizzato in collaborazione con il ristorante italo-rom Chikù e la sera si dorme sotto le stelle nell’ area camping allestita all’interno del Centro Sportivo Arci Scampia.

Un’esplosione di carica giovanile che è anche un manifesto: i territori possono essere trasformati e resi vivibili, a partire dalle esigenze di chi li abita, grazie all’incontro tra pratiche di riqualificazione e riappropriazione degli spazi- che il Centro territoriale Mammut porta avanti da 10 anni nel quartiere – e le culture urbane che il territorio esprime. Ed è proprio da questo incontro, tra le mura del Centro Mammut, che nasce la Mammut Family, promotrice della manifestazione: un gruppo eterogeneo espressione di una comunità di giovani e meno giovani che condividono i valori della cultura hip hop e praticano i principi della pedagogia attiva.

La manifestazione, rigorosamente gratuita ed autofinanziata, è frutto di un lavoro sinergico in cui hanno trovato spazio passioni ed attitudini individuali e collettive, e che esprime il modo in cui il Centro mammut lavora con la città e gli spazi pubblici in funzione dei bisogni e dei desideri delle persone che la vivono, per trasformare immaginari e rappresentazioni, nel tentativo di sdoganare Scampia dalla retorica della “periferia simbolo”, su cui invece gran parte della retorica politica locale e mediatica ancora continua e spingere e a progettare.

Info e contatti: 393.9521564, mail: scampiasummerjam@gmail.co