Dire legalità, agire razzismo: gli sgomberi dei campi rom

 

Gli sgomberi dei campi rom a Napoli hanno colpito negli ultimi tempi quasi tutti i territori e gli insediamenti cittadini, da Ponticelli e Barra lo scorso anno, a Via delle Brecce a Gianturco pochi settimane fa (parte di quegli abitanti si trova oggi presso l’Ex Manifatutra Tabacchi, ancora senz’acqua in quanto ‘illegale’) fino all’ultimo, in ordine cronologico, di Via Cupa Perillo a Scampia, dove lo scorso 17 luglio è stata notificata a circa 700 persone, che vi abitano da 30 anni, l’ordinanza della Procura della Repubblica che prevede la liberazione dell’area entro l’11 settembre.
Oggi nei fatti l’Assessorato alle politiche sociali del Comune non consente alla popolazione rom del territorio cittadino né il diritto all’abitare, né un posto in cui stare e neppure un luogo in cui rifugiarsi nell’attesa che la politica trovi soluzioni a problemi che evidentemente non comprende del tutto, almeno stando ai risultati ‘raggiunti’ quali il campo-container di Via del Riposo.
La violenza, silente o esplicita, di queste operazioni di forza a tutela della legalità e a discapito dell’umanità ha contraddistinto le pratiche di abuso che la comunità rom di Napoli e provincia sta subendo in questi mesi; in perfetta continuità con il passato infatti, i rom restano ancora una valida ragione per mettere d’accordo tutti intorno al razzismo ed alla repressione, sotto la sempre utile bandiera, duble-face, della legalità.
Nonostante lo stridente ossimoro tra legalità e rivoluzione, le due parole d’ordine del lessico politico e mediatico arancione, cavalcando ora una sponda ora l’altra, si prova a fatica a stare nel mezzo.
Intanto la vita di circa 200 persone presso l’ex Manifattura Tabacchi, di altri circa 700 rom dispersi sul territorio dopo lo sgombero di via delle Brecce, e da ultimo di circa 700 abitanti del campo di Cupa Perillo a Scampia, è appesa al filo di questo ossimoro.
Forse è ora di cominciare a chiarirsi le idee. Un primo passo utile è il presidio cittadino fissato per domani venerdì 28 luglio alle ore 10.00 sotto Palazzo San Giacomo in Piazza Municipio, in cui gli abitanti, i cittadini e le associazioni chiederanno chiarezza e risposte sulla situazione di Cupa Perillo. Aderiscono: Comunità rom Cupa Perillo, Alex Zanotelli, Domenico Pizzuti, Giovanni Laino, Gennaro Sanges, Lino Chimenti, Monica Riccio, Felicetta Parisi, Pino Guerra, Enrico Muller, Antonio Lievore, Gridas, Centro Hurtado, Associazione Celus, Cantiere 167, Comitato Vele, chi rom e…chi no, Circolo La Gru Legambiente, Scuola di Pace, Cooperativa Occhi Aperti, Associazione 21 luglio, Compare – Mammut, Kitti Baracsi, IDEA ROM Onlus, N:EA Napoli: Europa Africa

One thought on “Dire legalità, agire razzismo: gli sgomberi dei campi rom

  1. Ma l’assessore alle politiche sociali due settimane fa in un incontro sotto palazzo s.Giacomo assicurava gli abitanti di via brecce che nel giro di pochi giorni sarebbe stata in grado di dare quantomeno una risposta risolutiva.
    Quindi se ho ben capito abbiamo ancora bambini senza acqua senza un tetto senza futuro senza soluzione?
    Grave, gravissimo, considerando che era stato promesso loro una soluzione. Certa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *