KLIMT EXPERIENCE: L’evento espositivo interattivo alla Reggia di Caserta

Quasi 140 anni fa da oggi (138 per l’esattezza) nasceva Gustav Klimt, il pittore austriaco il cui stile inconfondibile resta, a distanza di un secolo, ancora innovativo ed amatissimo.

Nonostante le sue opere siano apprezzate in tutto il mondo, non sono in tanti a conoscere il contesto culturale in cui operò Klimt ed il ruolo di protagonista che ebbe nella Secessione Viennese del 1986.

La Secessione Viennese era composta da diciannove artisti il cui scopo era opporsi ai rigidi canoni accademici dell’epoca nel mondo dell’arte, proposito condiviso da altri gruppi e collettivi artistici del resto d’Europa che pure presero distanze dall’ Accademia di Belle Arti, ad esempio i Modernisti che a seguito della rivoluzione industriale, rifiutano lo stile architettonico dei primi del ‘900 e cercarono nuovi spunti creativi legati alla natura.

Il Palazzo della Secessione Viennese fu la base operativa per Klimt ed i suoi colleghi che nel 1898 fondarono un periodico, il Ver Sacrum, pubblicato fino al 1903. Il principio cardine su cui si bastava il movimento secessionista è un’idea dell’arte onnicomprensiva in cui il ruolo dell’artista si avvicina in certi casi anche a quello dell’artigiano per la realizzazione delle proprie opere. L’intento è quello di raggiungere la “Gesamtkunstwerk“, ovvero un’opera totale che fonda insieme scultura, pittura, decorazione ecc. La traccia più evidente che troviamo nelle produzioni di Klimt di quest’idea è il suo rapporto con l’oro di Bisanzio, utilizzato per conferire vitalità e plasticità ai suoi lavori. Il periodo aureo di Klimt è sicuramente quello più noto: influenzato dai mosaici bizantini di Ravenna quanto dal padre orafo, il pittore viennese ha effettivamente dato vita ad un connubio artistico unico in grado di regalare emozioni attraverso l’uso dei simboli, delle sensuali figure femminili e dei motivi decorativi nei quali gli spettatori dei suoi quadri rischiano di perdersi. E’ con l’intento di favorire questa sensazione che nasce “Klimt Experience“, l’evento espositivo che dal 7 giugno al 31 ottobre 2017 sarà ospitato alla Reggia di Caserta. La tecnologia ed il mondo dell’arte si incontrano, non per una convenzionale esposizione di quadri, ma per offrire al visitatore un’esperienza emotiva unica, consentendogli di immergersi, letteralmente, nelle opere più famose dell’artista.

La Reggia di Caserta, dichiarata nel 1997 patrimonio dell’UNESCO, fa da cornice a quest’evento che ha un sapore misto, tra passato e presente.

La prima sala, accoglie con stampe e dati biografici dell’artista e conduce verso un’esposizione di abiti dedicati alle opere del padre della secessione Viennese. I modelli, presentati su dei manichini, sfoggiano colori e forme ispirate allo stile di influenza bizantina che ha reso Klimt famoso. Nella stessa sala, è possibile immergersi, tramite la realtà virtuale, all’interno di quattro dei quadri più noti di Klimt, tra cui il famosissimo “Il bacio” e “Ritratto di Adele Bloch-Bauer I“. L’esperienza è possibile grazie ai visori Oculus Sansung Gear VR e ad una app realizzata dagli sviluppatori di Orwell.

Ma la parte più entusiasmante della mostra è la sala principale che avvolge lo spettatore in un’esperienza in grado di coinvolge tutti i sensi: 700 immagini selezionate, tra le opere di Klimt e ricostruzioni tridimensionali della Vienna di inizio ‘900, trasformano un’ampia sala della Reggia nel regno dell’artista, dove dominano le sue visioni simboliche e l’atmosfera quotidiana in cui era immerso il pittore, un rilassante sogno ad occhi aperti accompagnato da una selezione musicale d’impatto diffusa da un’impianto Dolby Surround di ultimissima generazione.

articolo e foto di Sara Picardi

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