Intervista a Stefania Spisto del Quaderno edizioni: “Il Sud è la più grande fucina di idee a cielo aperto che esiste”.

Stefania Spisto è una di quelle donne capace di trasmettere passione. Passione per la nostra terra, per la letteratura, per i grandi progetti. In fin dei conti  questa “condizione dello Spirito” è il vero motore del cambiamento. Abbiamo parlato con lei di giovani, sud e di tanto altro.

Di seguito l’intervista:

 

Stefania, lei è una donna giovane, l’Italia non sembrerebbe un paese che agevola le giovani generazioni. Cosa pensa a riguardo?
L’Italia e soprattutto il Sud d’Italia è uno dei luoghi d’Europa in cui è più difficile portare avanti un progetto culturale come questo, ma è qui che nasce la sfida. Sfidare è un po’ come provocare, è come entrare in una competizione più grande di noi che terrorizza e che allo stesso tempo affascina. La soddisfazione è direttamente proporzionale alle difficoltà che s’incontrano: maggiori difficoltà corrispondono ad una maggiore gratificazione, quando si raggiungono certi risultati. Ma questa non è solo una terra che declina difficoltà di ogni tipo, è anche la più grande fucina d’idee a cielo aperto che esiste e nessuno, come chi ci è nato, vissuto e ne ha condiviso la sua cultura può decidere di dare un contributo efficace per migliorare le cose, a patto che abbia una dose non comune di volontà e coraggio. Il coraggio… sembra una qualità indefinita, ma se si decide di vivere in un luogo di battaglie come il nostro, si sperimenta ogni giorno il suo significato.

Ci racconta de “Il Quaderno Edizioni”?
Il quaderno edizioni è un’associazione culturale nata dalla mia passione per la letteratura e grazie all’apporto di tante amiche e amici che collaborano con le loro pubblicazioni e le loro idee.

Quali sono le difficoltà che incontra una donna in questo campo?
Le donne incontrano difficoltà maggiori in ogni campo, non solo nell’ambito della cultura. Per avere lo stesso successo che ha un uomo deve essere almeno cinque volte più brava. La mia esperienza mi suggerisce che il rapporto sia uno a cinque in termini di capacità. Ovviamente non parlo di donne che fanno carriera grazie alla “luce riflessa” di uomo. Io parlo di donne brave, in gamba, donne che ce la fanno da sole e che sono in grado di determinare rapporti con gli uomini alla pari.

Ci racconta quali sono state le vostre ultime pubblicazioni?
La nostra ultima pubblicazione è un libro molto interessante di Vito Nocera: “L’imprevisto del futuro”. L’autore cerca di dare una lettura critica della nostra società attraverso le testimonianze e i contributi di diverse generazioni e settori che vanno da quello operaio a quello intellettuale della nostra città.

Ci parla anche del progetto: “dalla formazione al palcoscenico”?
“Dalla formazione al palcoscenico” è un progetto artistico ideato dell’Upam di Ina Perna e che porterà in scena il meraviglioso musical “West Side Story” a sessant’anni dalla sua prima rappresentazione americana e che avrà un respiro internazionale.
L’opera prende spunto dalla celebre tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta e tratta dell’amore tra due giovani: Tony e Maria, un amore contrastato perché i protagonisti appartengono a bande giovanili rivali che si contendono il territorio del West Side, un quartiere popolare di New York. I Jets, bianchi, capeggiati da Riff e gli Squali, portoricani, il cui capo è Bernardo.
Il mio intervento in questo contesto sarà quello di fornire lo sfondo di riflessione culturale e sociale alle diverse chiavi di lettura e ai diversi temi che offre il musical: dalla diversità razziale alla violenza giovanile, dall’amore come slancio vitale a quello dell’amore che soccombe al male e all’odio.

Immagino, abbiate molti progetti in cantiere. Ci dà qualche anticipazione?
Sì certo. Da settembre si ricomincia dall’archeologia. Abbiamo in cantiere cinque libri che riguardano la storia antica della nostra terra. Partire dal passato ci è sembrato il modo più giusto di guardare al futuro con occhi pieni d’ottimismo.

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