DI RAZZA, DI CLASSE E DI MORTE. In 1000 in strada per Ibrahim Manneh

 

In Italia si muore ancora di rgazza e di classe. È stato così per Ibrahim Manneh, il ragazzo ivoriano di ventiquattro anni morto di peritonite all’ospedale Loreto Mare nella notte di lunedì, dopo una serie assurda di mancati soccorsi.
Oggi pomeriggio, nel corteo promosso dall’Ex Opg Je so Pazz e diretto alla Prefettura, circa 1000 persone si sono concentrate a Piazza Garibaldi per gridare rabbia, dolore e lotta al razzismo e alla malasanità . La comunità ivoriana, gli attivisti dell’Ex Opg, e centinaia di migranti, associazioni, studenti sono scesi in strada per reagire all’orrore di questa tragedia.
La morte di Ibrahim è stata ricostruita nelle scorse ore. Sono stati i suoi amici – dopo aver ricevuto una serie di rifiuti da parte di taxi, 118, farmacia – a condurre il giovane, la cui situazione era in visibile peggioramento a causa di forti dolori addominali, presso la guardia medica del distretto 33 di Piazza Nazionale. Solo l’allarme lanciato dal medico in servizio ha fatto sì che finalmente giungesse un’ambulanza diretta al Loreto Mare, da cui il ragazzo era peraltro stato dimesso proprio il giornoprimo . Quando Ibrahim viene portato in sala operatoria non c’è già  più  nulla da fare.
Un operatore in servizio presso la guardia medica di Piazza Nazionale racconta che nei giorni scorsi i carabinieri si sono recati nella struttura per chiarire alcuni dettagli in merito alla telefonata effettuata dalla guardia medica al 118, per accertarsi che fosse effettivamente partita da lì e ricostruendo l’orario esatto della chiamata, alle ore 2.15 e quello dell’arrivo della vettura, alle ore 2.35.
La morte del giovane migrante non è una serie di sfortunate coincidenze, ma l’intreccio di precise responsabilità, in una spirale dell’assurdo che lega politica, burocrazia e vita.
La partecipazione al corteo di oggi dimostra però che sono ancora in molti decisi a resistere all’assurdo.

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