NAPOLI PRIDE: Le origini della parata arcobaleno che difende e tutela i diritti di tutti


Partendo da piazza Municipio, il “Mediterranean Pride of Naples” si è svolto anche quest’anno all’insegna del divertimento, dell’allegria e dell’impegno.

“Pride” è la parola che meglio si addice alla condizione a cui ambisce, in senso globale, la comunità LGBT: la possibilità di poter esprimere se stessi con orgoglio, senza temere alcun tipo di discriminazione.

L’ origine della parata per i diritti degli omosessuali ha radici nei favolosi anni sessanta, con i moti dello Stonewall Inn. Anni favolosi soprattutto per gli eterosessuali, dato che l’omosessualità era ancora considerata un reato in molti paesi occidentali.

Lo Stonewall Inn era un locale del Greenwich Village considerato come roccaforte della comunità omosessuale newyorchese, preso di mira dalle autorità locali; il posto era spesso teatro di scontri con la polizia.

Questi raggiunsero il loro culmine il 29 giugno del 1969, occasione durante la quale le proteste si trasformarono in una vera e propria sommossa.
L’evento ebbe una tale risonanza, sia dal punto di vista sociale che mediatico, che il successivo 29 giugno, Craig Rodwell, noto per aver fondato una libreria memoriale dedicata ad Oscar Wilde, la prima della storia dedicata ad un autore omosessuale, organizzò insieme ad altri attivisti una marcia per i diritti transgender ed omosex, dallo Stonewall Inn fino al Central Park, nel cuore della città.

Da allora, come tradizione, nel mese di giugno si sono susseguite ogni anno manifestazioni per protestare contro le discriminazioni relative all’identità di genere, con una risonanza sempre più forte, man mano che la comunità LGBT ha conquistato visibilità. L’evento si è quindi esteso, gradualmente, dall’America all’occidente tutto, coinvolgendo non più solo gli attivisti, ma un numero sempre più elevato di persone che hanno visto nel Gay Pride un’occasione per ribadire che la libertà di ogni singola categoria rappresenta la libertà di tutti.

Ad ingenui e superficiali che ritengono la società abbia già sdoganato, dopo tanti anni di proteste, i tabù relativi all’orientamento sessuale, basta fare presente che in Italia su 40mila transessuali 10mila vivono prostituendosi, condizione di vita spesso imposta dall’impossibilità di inserirsi in contesti lavorativi di altro tipo.

L’evento Gay Pride, che dai nostri media è riportato troppo spesso mettendo l’accento sugli aspetti più teatrali, frivoli ed autoreferenziali della parata, porta alla luce una volta all’anno le tante contraddizioni di un paese che ha la pretesa di apparire accogliente ed egualitario ma che tollera il fatto che la possibilità di formare o meno un nucleo familiare venga concesso o meno, in base alle proprie preferenze sessuali.

Questo criterio agghiacciante non è dissimile da quello delle discriminazioni razziali ed è supportato ferocemente da presunti esperti che si fanno scudo esprimendo quelle che, secondo loro, sarebbero le esigenze dei bambini. Nei fatti dunque, l’omosessualità è nella migliore delle ipotesi tollerata, ma agli omosessuali non vengono garantiti gli stessi diritti dei loro concittadini eterosessuali, per tutelare i bambini.
Un ragionamento privo di logica che porta con sé un interrogativo: quale bambino, potendo scegliere, vorrebbe davvero crescere in un mondo diviso tra persone di serie A ed altre di serie B?

articolo di Sara Picardi

One thought on “NAPOLI PRIDE: Le origini della parata arcobaleno che difende e tutela i diritti di tutti

  1. Credimi , non ho un pregiudizio verso l’omosessualità e se parli di regole per tutelare un figlio sono con te, ma un figlio non é un diritto , per quello che personalmente penso é frutto di unione “non meccanica” tra un uomo e una donna . Credo ci siano ruoli naturali ma concordo col fatto che una coppia etero non abbia per scontato le carte in regola per crescere un bambino. Sono comunque d’accordo sulla tutela del coniuge , sulle coppie di fatto. Ciao

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