SGOMBERATO IL MERCATINO DI VIA BOLOGNA A NAPOLI. CHI ESERCITA REALMENTE IL POTERE DI DECIDERE IN QUESTA CITTA’?

Ma gli sgomberi di questi giorni valgono solo qualche post con qualche emoticon incavolato?

Vi sono questioni che sono dirimenti, hai voglia a parlare di soggettività politiche, progetti ed analisi planetarie. Un posizionamento  tramite emoticon o qualche like  è solo un fatto imbarazzante che si iscrive in quel processo di semplificazione e banalizzazione del discorso e dell’iniziativa politica. In fin dei conti un “mi piace” non si nega a nessuno. Ed invece, la gravità dei fatti, richiede a tutti posizionamenti ben chiari, comunicati che mettano ben in evidenza il disappunto e l’assenza di consenso verso un’amministrazione che se persegue tali strade non può certo poi autoproclamarsi città rifugio.

I fatti sono gravissimi, nè è pensabile che ormai il Prefetto o la Polizia Municipale abbiano indossato delle vesti politiche ed agiscano disgiuntamente dal Sindaco. Se fosse così i fatti sarebbero ancora più gravi, perché metterebbero a rischio la tenuta democratica. In caso contrario bisognerebbe ammettere che vi è una acquiescenza. Delle due l’una. Noi abbiamo il diritto di sapere se il territorio è governato dai rappresentanti che abbiamo eletto o è tutta una farsa ed altri comandano.

Il mercatino etnico di via Bologna è stata una conquista per la città. Uno spazio multiculturale che nemmeno le pessime giunte precedenti hanno mai minacciato. Un luogo di contaminazione che ha aiutato la città a crescere, concretamente, molto più di chiacchiere demagogiche.

Ormai è un gran parlare di decoro. Ma cosa è decoroso? Forse bisognerebbe affiancare a quest’aggettivo la parola “decenza”. E’ indecente che si lavori a destrutturare quei pilastri concreti di multiculturalismo che nonostante tutto nelle nostre città si sono sviluppati. Dopo questa barbarie cosa c’è? Solo il drammatico dato di fatto di comunità chiuse ed ostili.

Quello che vedete in foto è un deserto all’imbrunire. Un ambiente distante dalla brulicante vitalità di un mercatino. E’ questo quello a cui puntano: alla creazione di un deserto, forse di un parcheggio. La nostra città ha bisogno di ben altro.

 

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