IL MIO NOME SARA’ MASANIELLO: lettera dell’albero Masaniello

Pubblichiamo una bellissima lettera aperta alla città di Napoli dell’albero Masaniello della rete sociale NO BOX

Così hanno pensato di chiamarmi quelli del mercatino.
Chi sono io? Sono quel maestoso Cedro del Libano piantato lì alcuni decenni orsono in Via Sergio Abate, di fronte a dove sta adesso il Carrefour, dentro al mercatino. Avete capito o no? Forse, distratti dalle bancarelle, non avete mai alzato gli occhi al cielo e non mi avete mai degnato di uno sguardo: sono alto quasi 20 metri! Vi sembra poco? Sono lì da tanto tempo, sono nato in Libano, ho attraversato mari in tempesta, sono cresciuto a dispetto del vento, del freddo e del cemento che mi circonda.
Qui da voi, il massimo delle attenzioni che ho ricevuto sarà stata qualche pipì di un randagio di passaggio.
Eppure sto lì e non mi muovo.
Adesso ho saputo che qualcuno ha fatto un disegno, ha fatto scomparire le bancarelle, il casale De Bustis qui vicino e, udite udite, anche me! Perché? Perché pare che vogliono scavare un grande fosso e costruire dei loculi di cemento in cui ricoverare delle lamiere puzzolenti che chiamano automobili! Quasi 800 di questi buchi. Immaginate il disordine, la puzza, il pericolo. E cosa gli ho fatto io per meritare questo affronto? Io, che dalle mie parti ero considerato una pianta “dominante” per la mia chioma ad ombrello. Con il mio legno sono state costruite le navi dei Fenici. Con la mia resina sono stati imbalsamati gli antichi Egizi. Sto sulla bandiera del Libano e ne sono il simbolo nazionale! E adesso?
No, non mi faranno fuori così facilmente. Ne ho parlato con gli amici del mercato, ho detto loro di resistere e di combattere. Ne parlerò anche con i miei lontani parenti, disseminati sul territorio, anche loro a rischio. Forse è per questa mia appassionata reazione che mi hanno messo il nome “Masaniello” e mi hanno eletto loro condottiero. Loro saranno i soldati che combatteranno con me, per me. Ed io li ripagherò con riconoscenza: gli farò ombra con le mie chiome quando il sole picchia, gli frenerò il terreno fragile con le mie radici quando la terra trema, fermerò polveri sottili con le mie foglie (magari ce ne fossero altri 1000 insieme a me…)
Insomma, voglio continuare a vivere qua e chiedo l’aiuto di tutti.

Maggio 2017

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