Via de Bustis: rischio disastro ambientale. Ne abbiamo parlato col capogruppo di “Napoli in Comune a Sinistra”, Daniele Quatrano.

Il progetto di costruzione di box auto in via De Bustis sta sollevando numerose polemiche. In molto hanno dubbi relativi alla sostenibilità ambientale dell’opera. Con l’intento di comprendere meglio abbiamo intervistato il capogruppo al Consiglio Municipale del Vomero, di “Napoli In Comune a Sinistra”, Daniele Quatrano:

Consigliere Quatrano, con riferimento al progetto che prevede la creazione di 900 box auto al Vomero, nei pressi di Piazza degli Artisti, in molti  parlate di ecomostro, perché?

Quello di Artisti/de Bustis è il più grande progetto di costruzione di box auto privati approvato a Napoli negli ultimi anni. Si tratta di fare un buco di 12mila mq che coprirebbe l’attuale piazza degli Artisti, via tino da Camaino e l’intera area del mercato De Bustis (ricordiamo, anch’esso il più grande mercato giornaliero della città di Napoli), in un luogo già fortemente stressato dai lavori e dall’esistenza della metropolitana. Ma il problema principale, almeno dal nostro punto di vista, è che questa enorme costruzione non porta con se nessuna utilità sociale per il quartiere, ma favorisce solo la speculazione e la rendita di pochissimi cittadini. E’ quindi un ecomostro perché alla certezza di zero benefici sociali collettivi si affiancano rischi incerti e imprevedibili ma su cui nessuno può garantire al 100%. Alcuni geologi a cui, come comitato No Box, abbiamo fatto vedere il progetto spiegano che l’incertezza della durata degli scavi (e quindi dell’esposizione del sottosuolo a pioggia ed altre intemperie) è un elemento di forte criticità, rispetto a questo tema nessuno si impegna a fornire garanzie.

L’appalto, pubblicato nell’albo pretorio del Comune di Napoli ha una storia controversa, che risale alle passate amministrazioni. cosa può dirci a proposito.

I tentativi di speculazione del sottosuolo napoletano (dopo che hanno messo le mani più possibile sopra di esso) hanno  una lunga storia, come una lunga storia hanno le battaglie che cittadini e forze sociali e politiche hanno messo in campo per contrastare il “business del sottosuolo”. Tant’è che nel 2007 con decreto governativo la gestione del PUP (piano urbano parcheggi) è stata tolta al Consiglio Comunale di Napoli e affidata ad un commissario con grandi poteri di deroga alla legge Tognoli ed allo stesso PUP. Negli anni del commissariamento, (con commissario la stessa sindaca Iervolino) sono stati portati avanti decine e decine di progetti di box privati per tutta la città, senza nessuna programmazione sulle necessità dei residenti e senza tener conto di piani di mobilità alternativa (fosse solo per la crescita esponenziale del ruolo della Metropolitana di Napoli nel trasporto locale urbano) che pure iniziavano ad essere avanzati da pezzi di società civile e da qualche amministratore locale un po’ più lungimirante.
A riprova di quest’assalto senza pari al sottosuolo napoletano vi è il fatto che, ad oggi, tantissimi box di quelli costruiti in questi anni risultano invenduti o utilizzati ad altro scopo (per esempio, magazzini di negozi).
Questo fino al 2011 quando il nuovo sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che si era impegnato in campagna elettorale contro questi box auto, ha “congelato” con una delibera 11 di questi progetti, tra cui quello Artisti/de Bustis. Al congelamento i costruttori hanno risposto facendo ricorso ed il TAR ha intimato il Comune, dopo 4 anni di sospensione, a prendere una decisione sul progetto, dando avvio alle procedure amministrative o individuando, in alternativa, il giusto indennizzo per la cooperativa, per una cifra tra i 2 e, secondo i più catastrofici, gli 8 milioni. Con i mercatali e le associazioni ambientaliste stiamo però preparando un ricorso perché riteniamo che il Comune non abbia fatto tutto il possibile per scongiurare quest’esito.
Che rischio corrono i lavoratori mercatali di via De Bustis?
Il progetto prevede necessariamente lo spostamento del mercato per buona parte della durata dei lavori, almeno due anni nelle più rosee previsioni. Per intenderci, parliamo di circa 250 occupazioni di suolo di almeno 9 mq l’una, di macellai e pescivendoli che necessitano di celle frigo e strutture idonee a svolgere la propria attività. Ad oggi non c’è nessun piano concreto e fattibile di spostamento. Si è parlato di spostarli nell’area del Parco Mascagna ma questo snaturerebbe un luogo importante di svago per bambini, famiglie ed anziani del territorio ed inoltre non ci sarebbe lo spazio per tutti. Per il resto in zona non esiste nessun posto in grado di soddisfare le esigenze, fosso solo anche di una parte, dei mercatali.
L’affollamento automobilistico è un problema delle grandi metropoli. Cosa pensa di forme di mobilità alternative?
La zona collinare di Napoli è la parte di città che più è stata investita di infrastrutture legate alla mobilità sostenibile. L’intero quartiere è coperto dalla rete della metropolitana e le 3 funicolari permettono di raggiungere il centro storico e Chiaia in 10 minuti. E’ folle non sfruttare quest’enorme pontenzialità per rafforzare, appunto, forme di mobilità alternative. Abbiamo due ingressi della Tangenziale di Napoli, che potrebbero diventare perfetti nodi di Interscambio per chi viene da fuori città. L’uscita della Tangenziale Vomero, per esempio, ha le caratteristiche adatte avendo sia un’ambio spazio nelle vicinanze da utilizzare come parcheggio a raso, sia la fermata Metro Quattro Giornate nelle vicinanze (raggiungibile a piedi o, se occorre, con una navetta). Anche alla luce di queste possibilità riteniamo irresponsabile puntare ancora su mega-parcheggi privati nel cuore dei centri urbani.

 

2 thoughts on “Via de Bustis: rischio disastro ambientale. Ne abbiamo parlato col capogruppo di “Napoli in Comune a Sinistra”, Daniele Quatrano.

  1. Qualche precisazione sugli ampi spazi a disposizione come parcheggio a raso all’USCITA Tagenziale Vomero nodo interscambio vicina stazione Metro Quattro Giornate!!!!!!!!

  2. Perché non ricordare anche l’USCITA TAGENZIALE Colli Aminei, ampio parcheggio disponibile a prezzo modico, nodo interscambio Metro Colli Aminei e USCITA TAGENZIALE Policlinico, ampio parcheggio, nono interscambio Metro Policlinico (per non parlare del parcheggio Monte Donzelli)? Forse perché al ritorno manca un adeguato RIENTRO in tagenziale ? Si faccia finalmente il punto con un po’ di onestà intellettuale.

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