“Scampia Felix”.

Pubblichiamo un bellissimo articolo di Franco Vicario: “un viaggio, lungo nel tempo, nel corpo e nell’anima di un luogo il cui racconto è sempre stato difficile, parziale, controverso, mistificato, capovolto, rigirato, ingigantito, sfruttato, a volte in malafede, altre per superficialità e scarsa o mancanza di conoscenza degli argomenti in discussione”.

Sabato 20 maggio è stato presentato all’auditorium Fabrizio De Andrè di Scampia, in anteprima nazionale, il film, coprodotto dal basso dal Gridas, del regista siciliano Francesco Di Martino, “Scampia Felix”. Un viaggio, lungo nel tempo, nel corpo e nell’anima di un luogo il cui racconto è sempre stato difficile, parziale, controverso, mistificato, capovolto, rigirato, ingigantito, sfruttato, a volte in malafede, altre per superficialità e scarsa o mancanza di conoscenza degli argomenti in discussione. Il carnevale del Gridas è stato per Francesco, regista libero da zavorre e pregiudizi indotti dalla narrazione mediatica, il pretesto invece per un racconto fatto con l’occhio sensibile di chi ha capacità di ascolto e di lettura dei fatti, di chi, attraverso immagini, storie, vicende sa cogliere l’anima di un luogo e le verità che esprime. La produzione dal basso di un film, un documento, un libro, non avendo alla base l’obiettivo del guadagno economico dà la possibilità di essere completamente liberi di esprimere concetti, valutazioni, sentimenti che altrimenti potrebbero essere fraintesi o nella migliore delle ipotesi racchiusi in una banale stereotipia narrativa. L’occhio di chi sa vedere, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, ha la capacità di restituire il senso più vero e profondo delle immagini e delle parole attraverso le quali è possibile tentare di ricucire e di ricostruire un’identità altra di un luogo, sicuramente non diverso da tanti altri per problemi sociali, ma sicuramente eccezionalmente diverso da altri per la risposta culturale, proveniente essenzialmente dal basso, rivoluzionaria per molti versi, che sta producendo nel tempo cambiamenti evidenti nelle relazioni e nel tessuto sociale di un territorio che in ogni caso ha molto bisogno di sostegno politico-istituzionale anche per la fase storica di profonda crisi economica nella quale viviamo. Ma Scampia è abituata e convive da sempre con la crisi strutturale della mancanza di opportunità di lavoro e di qualità dei servizi a disposizione della gente che però più che in ogni altro posto della città diventa costruttrice di proposta alternativa per un nuovo modello sociale di convivenza all’interno del quale una fitta rete di persone, di associazioni, di cooperative del settore sociale provano, in parte riuscendoci, a realizzare quello che finora nessuna politica istituzionale è stata in grado di fare per motivi diversi. Con Scampia Felix il regista coglie il senso di questo percorso incontrando e documentando lungo la strada le esperienze più incredibili nate apparentemente dal nulla. Ma nulla si crea senza la fatica, la lotta, il desiderio di non soccombere alla marginalizzazione sociale. Chi sa che a Scampia sono nate case editrici che producono e co-producono a livello nazionale? Chi sa che Scampia è il quartiere di Napoli e, credo, d’Italia, con il maggior numero di aiuole (circa cinquanta) adottate e curate dalla gente. Chi sa che a Scampia sono nate cooperative per la gestione di spazi e terreni confiscati alla camorra che offrono opportunità di lavoro e di reinserimento per detenuti e ragazzi in affido? Chi veramente sa che a Scampia è nato il più importante movimento popolare per il diritto all’abitare promotore di una proposta dal basso che nel tempo, partendo dall’abbattimento delle vele, sta realizzando un programma di riqualificazione urbana e abitativa destinato a cambiare sia il volto del quartiere che la qualità della vita dei suoi abitanti? Chi sa che a Scampia vi è un centro calcistico di eccellenza frequentato da centinaia di ragazzi, squadre di rugby maschili e femminili, campioni internazionali di tiro con l’arco, palestre di judo e piscine curate da campioni olimpici? Chi sa che a Scampia esiste il maggior numero di sportelli anti-camorra, di anti violenza per l’accettazione della diversità di genere, di laboratori per terapie non costrittive del disagio psichico, di spazi pubblici abbandonati, occupati per restituirli all’uso e ai servizi sociali negati? Chi sa che a Scampia è nata la prima cooperativa di ristorazione gestita da cittadini della comunità Rom e da abitanti del quartiere, che vi sono radio e televisioni popolari, sale di incisione audio-video, scuole di ogni ordine e grado e che è in fase di ultimazione una facoltà universitaria di indirizzo scientifico? Chi sa che a Scampia si organizza da 35 anni il carnevale sociale che ha contaminato ed esteso il suo messaggio a tutte le periferie della città comprese quelle del centro? Penso sia l’unico caso in Italia in cui in una quindicina di quartieri di Napoli e provincia ogni anno si svolgono cortei di carnevale di protesta e di proposta sociale che sono la sintesi politica e sociale di un intero anno di attività svolte gratuitamente nelle situazioni più “scamazzate” per il risveglio di coscienze e per l’assunzione di consapevolezze dei doveri e dei diritti sia singoli che collettivi. Sarebbe bello e singolare realizzare un grande carnevale sociale nelle piazze del “potere” per annullare centri e periferie e portare l’energia positiva nelle stanze e nei luoghi dove si decide il destino della gente molto spesso a loro insaputa.

Scampia Felix non è il racconto del Gridas, è soprattutto l’indicazione di un modo di essere che trova spinta ed energia nella condivisione di percorsi “politici” con al centro un agire sociale incessante per uscire dalla solitudine dell’individualismo. Il Gridas che occupa uno spazio pubblico a Scampia abbandonato per oltre quarant’anni dall’Iacp, pur se intimato di sfratto, (sentenza “civile “prevista per il 20 settembre 2017), non rinuncia e non rinuncerà mai all’idea che uno spazio pubblico appartiene alla gente che se ne prende cura e ne mantiene la destinazione d’uso nonostante l’incuria degli enti responsabili così come sancito e riconosciuto in sede di processo penale. Non si sa se l’amministrazione comunale sarà in grado di fare qualcosa per mantenere vivo un tentativo di “rivoluzione dal basso”, ma il film indica che questa è l’unica strada percorribile; è la strada percorsa ogni giorno dai tanti costruttori di Scampia Felix , “dal basso”, ed è importante e vale la pena percorrerla fino in fondo indipendentemente e nonostante le scelte politiche provenienti “dall’alto”.
Ringrazio il regista Francesco Di Martino che con il suo lavoro ci conferma e ci dona il senso del tutto nel quale ci riconosciamo.

 

Franco Vicario-Gridas- gruppo risveglio dal sonno- Scampia

 

 

 

 

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