A proposito dell’articolo su Decreto Minniti.

Scriviamo con poco entusiasmo, quasi con riluttanza. La questione, nei termini in cui si è sviluppata ci appassiona poco e speriamo di darci un taglio. Il contrasto al cd. Daspo Urbano è un fatto molto importante. Esso, come provvedimento, si iscrive in uno scenario complessivo di riconfigurazione a ribasso dei diritti che parte da lontano e temiamo sia destinato ad arrivare lontano lungo una traiettoria distopica.

L’opposizione sociale che si era prodotta, almeno in una prima fase, era inadeguata, profondamente inadeguata. Da tempo ormai sulla nostra timeline tentavamo, con la limitatezza dei nostri mezzi, di determinare consapevolezza su questi temi. A volte ci siamo riusciti, altre no. In ogni caso impariamo velocemente anche dagli errori.

Nel caso specifico la nostra idea era quella di sviluppare dibattito su un tema importante. L’articolo ha prestato il fianco ad alcune critiche. Alcune fondate altre meno. Ad ogni buon conto, l’idea del gruppo di redazione non era quella di articolare una critica a strutture politiche, nè a singoli attivisti. L’idea era quella di sviluppare un dibattito che consentisse la fuoriuscita da una palude di immobilismo e quello, il dibattito, lo fai anche discutendo sul contributo di chi non la pensa esattamente come te o ti pone elementi fortemente critici.

Ovviamente col senno di poi riteniamo sia stai un errore non chiedere la firma dell’articolo. Errore di metodo e di sostanza ed è per questo che l’articolo è stato tolto. Se fosse stato firmato le cose sarebbero andate in maniera diversa. Ciò nonostante, al punto in cui si è spinta la cosa, seppur sollecitati,  non indicheremo il nome. Sarebbe un gesto che alimenterebbe polemiche che sottrarrebbero tempo alla costruzione dell’agenda politica. Ed allora ci assumiamo collettivamente la responsabilità dell’articolo e lo facciamo incassando le critiche, che se mosse da un senso costruttivo potranno essere occasione di crescita per tutti, (in caso contrario non le prenderemo in considerazione), ma allo stesso tempo pretendendo sia restituita centralità alla discussione su temi realmente rilevanti: la produzione di dinamiche di contrasto alla recrudescenza securitaria.

 

 

 

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