25 Aprile e Festa della liberazione dei Beni Comuni.

Il 25 Aprile, presso la Mostra d’Oltremare dalle ore 10,30 fino al tardo pomeriggio si terrà la Festa Della Liberazione dei Beni Comuni.

La giornata sarà connotata da molteplici attività e laboratori pensati anche per i più piccoli.

Ne abbiamo parlato con Michela Antonucci, della Rete dei Beni Comuni. 

Allora Michela, come mai il 25 aprile avete deciso di celebrare anche la festa dei beni comuni?

In seguito al duro attacco che si é riversato sugli spazi liberati post 11 marzo, ci siamo interrogati con molte delle realtà che hanno contribuito alla costruzione del corteo anti Salvini  per immaginare una risposta che servisse a tutelare l’immagine che le cronache locali e non solo,costeggiate da esponenti istituzionali, hanno erroneamente dato di quello che oggi rappresenta il patrimonio umano e sociale piu grande nella città partenopea. Ad essere colpiti in quel caso non sono stati i famosi “centri sociali” ma le centinaia di persone che ogni giorno attraversano tali spazi e che ne rappresentano la linfa vitale. Ciò in una modalità di lavoro comune rivolto alle esigenze dei territori in cui agiscono, accrescendone cosi non solo il valore sociale ma anche la necessita del loro esistere. Questo ci sembra in pieno un processo di “liberazione” che da anni,potremmo dire decenni se guardiamo alla storicità di alcune realtà esistenti,si da;processo che nasce dalla esigenza di combattere le continue assenze di welfare che questo sistema ci impone,dando cosi un’alternativa possibile, REALE. Il 25 aprile é una giornata di memoria storica che non va assolutamente dimenticata ma che per essere onorata ha bisogno di rigenerarsi secondo i bisogni di questo presente. Abbiamo quindi pensato che potesse essere il modo migliore per attualizzare il concetto di liberazione,attraverso una grande festa rivolta a tutta la città in cui sarà possibile vedere con i propri occhi tutto quello che attraverso gli spazi sociali,i beni comuni,si costruisce ogni giorno con l’aiuto di tante e tanti. Napoli é una città continuamente sotto attacco,ma ci piace pensare che ciò dipenda dai mal di pancia che la sua capacità di rendersi libera provoca!

Che tipo di attività sono previste?

Proveremo a portare tutte le attività che ospitano ogni giorno gli spazi liberati. Dalle attività ludiche promosse dalla rete dei doposcuola,a quelle attuate dai compagni dello sport popolare,alle danze,murge,canti,teatro e tanto altro. Sarà un programma molto pieno e variegato dove la prima parte sarà dedicata ai piu piccoli e una seconda rivolta a tutti. Saremo divisi in zone tematiche: Da un lato le attività,dall’altro i diversi stand degli spazi che hanno aderito che serviranno ad accogliere i tanti che verranno mostrando tutto ciò che viene prodotto.

Quali sono i soggetti politici impegnati in quest’organizzazione? Questa giornata è parte di un percorso? 

Piu che di soggetti politici parlerei di comunità. Questo é un passaggio fondamentale perché spesse volte si tede a credere che questi eventi servano solo a fare lunghe discussioni sui processi politici ecc. Questo lo facciamo gia ogni giorno,quello che invece ci preme fare é far vedere il bello di questo mondo. Le anime,i desideri,le comunità,le attività, mettere tutti in comune,far incontrare le persone,socializzare. É per questo che da subito l’abbiamo definita la festa dei beni comuni. A partecipare sono in tanti: Laboratorio Zero81,Scugnizzo liberato, Villa Medusa, Lido Pola, Giardino Liberato Materdei, Magnammece o pesone, Civico 7 Liberato, la Rete dei carnevali sociali,la rete dei doposcuola,CAP 80126, Skubb,Gridas, Ex Asilo Filangieri,l a rete NoNUnaDiMeno, Casa delle donne, Progetto di sport popolare Stella rossa-lokomotiv flegrea-quartograd, Comitato Giù le mani dal bosco e tanti altri.perdonatemi se non ricordo tutti. Tra le realtà che aderiscono c’è anche MSN (Mutuo Soccorso Napoli) una rete che racchiude tutti gli sportelli di mutuo soccorso. Si tratta di sportelli tesi ad affrontare problematiche connesse al diritto all’abitazione, al lavoro, alle migrazioni e tanto altro. Un salto di consapevolezza sulla necessità di racchiudere in un’unica voce  che sia in grado di di seguire e sostenere attraverso pratiche di mutualismo, coloro che vivono problematiche di natura sociale.

Napoli, grazie all’impegno di molti attivisti sta vivendo una primavera dei beni comuni. Dove ci porterà tutto ciò? 

Si é vero. In molti guardandoci da fuori vedono Napoli come una sorta di isola felice se commisurata ai diversi gradi di repressione che tanti attivisti con i diversi spazi stanno vivendo. In buona parte questo dipende dalle diverse congiunture che hanno dato vita alla famosa “anomalia”,ma se come dicevo prima questo dato lo si ripercorre storicamente si può subito comprendere che questa é la natura di questa città. Ciò che oggi si mostra in maniera più diffusa é il duro lavoro di tanti anni che oggi da i sui frutti nella capacità di costruire un blocco sociale ben definito. Rappresentato dagli abitanti,dalle persone comuni che credono in ciò che fanno. É grazie a questo che tante sfide sono state possibili,come ad esempio la delibera dei beni comuni. Tutti L’hanno sempre guardata come “la concessione”,ma nessuno ha mai pensato che invece rappresenta solo un processo naturale di riappropriazione dal basso soprattutto se consideriamo che buona parte del welfare cittadino dipende anche da questi spazi e dal reddito sociale che sono in grado di produrre. Per non parlare dell’avanguardia che il processo di riconoscimento di tali comunità rappresenta nel panorama giuridico. Definire giuridicamente un bene comune e riconoscerne il valore sociale non é un lavoro solo di scrivania ma é il duro lavoro di tanti anni,credo che quindi questo processo Non comincerà il 25 ma esiste da sempre. Dove porterà non sappiamo dirlo ma siamo ben coscienti di dove ci abbia portato,il 25 vogliamo solo festeggiare con tutt* ciò

 

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