La solidarieta’ è un’arma

Pubblichiamo un’articolo di Franco di Mauro dell’associazione Napoliinsieme che ha fatto della solidarietà un’arma per migliorare il mondo

 

Dopo circa tre anni di vita dell’associazione di volontariato Napolinsieme, che si occupa di coloro che vivono in condizioni di estremo disagio sociale (senza tetto, immigrati, disoccupati, separati, alcolisti, tossicodipendenti, e di tutti quelli che vivono ai margini della nostra comunità) autofinanziandosi e caratterizzandosi per essere un’associazione totalmente aconfessionale ed apartitica, la domanda mi sorge spontanea: è coerente con i miei princìpi politici l’attività che svolgo, l’impegno che profondo, l’esistenza stessa di questa associazione e delle tante altre come questa che operano in questo come in altri settori (che i cultori dell’esterofilia chiamano welfare) ?
Razionalmente la risposta è no!
A garantire una condizione minima di vita dignitosa, di una dimora, del cibo, dell’igiene, delle cure mediche e di un minimo sostentamento dovrebbe provvedere, in uno Paese civile e democratico, lo Stato.
Ed invece noi, i mille, i diecimila, i centomila volontari di questo Paese avalliamo e consolidiamo, con la nostra disponibilità, le inadempienze e le inerzie dei governi che si sono succeduti dal dopo guerra in poi.
Telethon, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Save the Children, solo per citare le più note ed importanti non dovrebbero esistere!
Meglio sarebbe, più coerente sarebbe, se tutti questi individui si mettessero insieme ed andassero a far sentire la loro voce, esperta, sotto i palazzi delle istituzioni. Un enorme plotone di “volontari” sotto un’unica bandiera con su scritto “giustizia sociale” che inondi le strade e le piazze e rovesci i Comuni, i Governi e li metta di fronte all’incoerenza di un Paese in cui sono troppo pochi quelli che hanno troppo, sono troppi quelli che hanno troppo poco.
Il racconto che desideravo fare avrebbe dovuto partire dall’esperienza di strada che sto facendo, alle migliaia e migliaia di pasti somministrati, alle quantità enormi di indumenti distribuiti. Alle mille facce di disperati, italiani e non, che incontriamo, al razzismo (sic!) che esiste anche tra di loro (la guerra tra poveri non è uno slogan). Le zone, i capi, il presidio del territorio: anche di questo campano e ci fanno i conti tutti i giorni. Noi ne siamo inerti testimoni. Animali notturni a caccia di un posto per dormire dopo aver fatto incetta di buste e buste di cibo distribuite da gruppi di associazioni e di volontari che si rincorrono e si accavallano. Le comunità cattoliche, le più potenti ed attrezzate ma anche le meno gradite, la fanno da padrona in questo settore. Hanno una sorta di esclusiva. Ma, specie da quando abbiamo cominciato in maniera costante la mensa solidale del martedì e del giovedì presso l’ex carcere Filangieri “Scugnizzo liberato”, i nostri amici di strada hanno imparato ad apprezzarci ed a “preferirci”. Il nostro agire laico, dopo tanto tempo, viene riconosciuto. Intanto la Chiesa non ascolta Francesco e tiene chiuse circa duecento chiese solo a Napoli, il Comune non riesce a destinare alcuni dei suoi circa 60000 immobili di proprietà al ricovero notturno ed apre le stazioni della Metropolitana di Piazza Vanvitelli e del Museo di notte contro l’emergenza “freddo”. Un’emergenza che esiste da milioni di anni….
Stare un po’ con questi cittadini senza diritti, comunque serve. Hanno rafforzato le mie convinzioni.
Non può essere il mercato ed il profitto a vincere. Non l’egoismo dell’umanità.
La solidarietà è un’ arma.

Franco Di Mauro
Napolinsieme

 

 

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