Come si può distruggere il Salento? Cronaca di una trasferta NO T.A.P

Cronaca della trasferta napoletana NOTAP in Salento

Ormai quasi due settimane fa siamo partiti in undici da Napoli,da vari spazi sociali e studenteschi, per dare supporto e solidarietà alla causa NOTAP sostenuta in primis dai salentini che in questi ultimi giorni hanno dato sicuramente prova di saper difendere la propria terra da un’opera inutile come quella del gasdotto T.A.P.


COS’E’ LA T.A.P?

E’ un progetto volto alla costruzione di un nuovo gasdotto che dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia, nella provincia di Lecce permettendo l’afflusso di gas naturale proveniente dall’area del Mar Caspio (Azerbaigian) in Italia e in Europa.
Questo gasdotto è stata dichiarata opera d’interesse nazionale, un po’ come i siti delle discariche da realizzare durante l’emergenza rifiuti in Campania.
E’ ufficiosa la voce per la quale questa infrastruttura energetica percorrerà tutta la dorsale appenninica per trasportare un po’ ovunque il gas azero (dell’Azerbagian).
TAP ha la propria sede centrale a Baar, in Svizzera, e uffici operativi in tutti i paesi attraversati dal gasdotto (Grecia, Albania e Italia). Gli azionisti attuali del progetto sonol l’italiana Snam con sede a Milano (20%), l’inglese BP (20%) l’azera (dell’Azerbagian) SOCAR (20%), la belga Fluxys (19%), la spagnola Enagás (16%), la svizzera Axpo (5%).
Nel progetto del 2017 sono previsti più di quaranta step per la sua realizzazione (tempo stimato 3 anni, entro il 2020 quindi). Il primo step è proprio l’eradicazione degli Ulivi.

COSA PROPONE IL
MOVIMENTO NO TAP?

Tanti attivisti della Puglia, dalla Campania, dall’Abruzzo, dalla Val Susa si stanno muovendo per supportare questa lotta.
Il movimento stesso 
organizzerà  quest’anno il primo maggio a San Foca/Melendugno e non a Taranto, come accade di consueto –  per denunciare pubblicamente la situazione con un momento forte e partecipato.
Il Movimento chiede il blocco totale dell’opera e chiaramente l’investimento su energie rinnovabili, senza rovinare le coste e il territorio con un’opera che devasterà sicuramente il paesaggio e la vita dei salentini.


 

Il nostro racconto da Napoli della vicenda NO TAP


E’ sempre confortante scoprire nuovi presidi di resistenza nel sud italia dove i conflitti ambientali sono
numerosissimi: l’opera Muos in Sicilia, la condizione pietosa in cui verte la piana di Gioia Tauro – “grazie” al suo porto -, l’ estrazione di energie fossili in Basilicata, in Puglia – oltre alla TAPl’Ilva di Taranto che ha distrutto la salute dei suoi abitanti, e la centrale a carbone di Brindisi, dannosissima e obsoleta per i nostri tempi.
Ancora In Campania la devastazione perpetrata attraverso una malagestione del ciclo dei rifiuti che volgarmente chiamiamo “emergenza rifiuti”, la mancata bonifica di Bagnoli nell’epoca post-Ilva, la questione no Triv abruzzese, di cui possiamo citare almeno la vittoria no ombrina, che ha chiuso la piattaforma pilota delle varie estrazioni che verranno effettuate nel mar Adriatico
nel futuro prossimo.

Storie collegate dal filo rosso dello sfruttamento inadeguato di un territorio e della
sua conseguente devastazione.

Proprio per questo è stato bello osservare come gli abitanti di Melendugno hanno preso a cuore la questione della propria terra proteggendo in primis gli alberi di ulivo secolari che nessuno ha mai sognato di rimuovere.

Sulla piana del Salento tanti popoli hanno lasciato tracce del loro passaggio (Messapi, Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Francesi, Aragonesi) ma tutti lasciando indenne lo splendido paesaggio che la natura regalava.
L’arroganza del governo e della multinazionale è stata tale da prendere arbitrariamente la decisione di espiantare circa duecento ulivi secolari, nonostante ad oggi sono sei anni che decine di attivisti e abitanti NO TAP dicessero il contrario per ragioni ambientali e al fine di preservare l’ambiente stesso.

Dall’arroganza del governo però abbiamo osservato una risposta forte e determinata da parte della popolazione che farà sicuramente scuola.
Per questo crediamo che un legame forte dovrà legare il primo maggio di Bagnoli a Napoli con il primo maggio di San Foca: perchè non abbiamo patria, ma radici profonde.

Come si può distruggere il Salento? Cronaca di una trasferta NO T.A.P

 

Un appello parte da questo articolo a tutti coloro che lo leggeranno: il Salento non è solo luogo di vacanza, ma una splendida porzione della nostra terra da difendere.
Invitiamo per questo a seguire la pagina “Movimento NOTAP” e a supportare il movimento in tutte le maniere possibili come faremo noi:

Bruno Martirani, Mario Raimondi, Davide Pelliccia, Paola Iavarone , Yvan Grasso, Lorenzo Baselice, Serena Mammani, Mario Siani, Francesco di Domenico, Armando Spigno, Wilson Voto

 

“NO TAP: NE MOI NE MAI”

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