Riavvolgendo il filo che lega Eros, Arte e Creatività.

Si sa che tutti (o quasi) possiamo fare qualsiasi cosa per amore. Esistono monumenti, grandissime opere di letteratura, i migliori pezzi d’arte. Ma per il sesso? Cosa siamo disposti a fare per il divino calice della giovinezza? Gli artisti ne sanno qualcosa, c’è chi ha dedicato la maggior parte del suo tempo o addirittura la vita alla continua ricerca sfrenata dell’erotismo e della sua espressione più pura, alta. Il lavoro che svolgo come modella di nudo erotico mi permette di conoscere tanti artisti,da chi mi vuole semplicemente ritrarre, chi vuole farmi un disegno addosso, chi semplicemente vuole vedere il proprio nome su di me.

 

Ma cosa rende un artista oggetto del proprio erotismo e cos’è che un artista rende oggetto del proprio erotismo? Se una donna è un’artista si pensa che è una ragazza emancipata, forte, se un uomo è un artista si pensa che sia sensibile, intelligente. Forse è proprio questa l’attrazione, l’intelligenza? Ma è sempre così? Per mia esperienza posso pensare che per quanto possano esser state spinte le mie esperienze di posa, l’eleganza della luce che cade sulle curve è paragonabile ai raggi del sole sulle nuvole, Nobuyoshi Araki, Helmut Newton, Robert Mapplethorpe, con la persecuzione della luce e il loro disegno sono solo pochi nomi dell’infinita rappresentazione giocosa, ironica, poetica e amorosa del sesso,armoniosa, in bianco e nero e colorata, il conflitto, il rilassamento, la tensione e l’estasi. Se pensiamo alle grandi coppie dell’arte come ad esempio Frida Khalo e il suo eterno amante Diego che hanno vissuto una relazione così tortuosa e passionale in completa simbiosi e sincronismo rispetto la loro arte, espressione piena della loro sessualità, senza genere, travolgente e inusuale. Per la cultura Orientale il primo Chackra che si chiama Muladhra o Chackra radice, che si trova nella zona pelvica è associato all’energia sessuale e a quella creativa, che viene intesa appunto come forza vitale primaria che ci tiene attaccata alla terra e ci da la forza e ci tiene in connessione con il pianeta intero. Quando ci stacchiamo dal Primo Chakra, potremmo essere avidi e insicuri o soffrire di depressione, potremmo essere diffidenti con il mondo e avere prospettive assai rigide. La ragione di queste emozioni negative risiede essenzialmente nel sentimento della paura. Temere la separazione, la fame, la povertà, è sintomo di una disconnessione interiore dall’energia della Terra. Operare con la paura è un segnale forte che abbiamo perso il nostro rapporto con il Primo Chakra. Qual è miglior espressione della creatività se non quella della condivisione e il sesso come perfetto sinonimo di unione?

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