Intervista ad Eve La Plume: “…alla continua ricerca del bello in tutte le sue forme…”

Quando è nata la possibilità di intervistare Eve La Plume, una delle artiste più note nel panorama del burlesque italiano, in fin dei conti già presagivo che ne sarebbe uscito il ritratto di una donna intelligente con una spiccata sensibilità artistica.

Di seguito l’intervista:

 

Allora Eve,da qualche anno in Italia finalmente il burlesque si è consolidato come realtà significativa. Quanto è stata dura la strada per arrivare a questo risultato?
Quando nel 2004 preparavo il mio primo spettacolo non immaginavo che sarebbe stato l’inizio della mia nuova vita e di certo non immaginavo che quello spettacolo, il cui contenuto mi trovavo a spiegare a persone che aggrottavano la fronte e si coprivano di punti di domanda, sarebbe diventato così popolare.
La strada è stata davvero splendida e guardandomi in dietro mi commuovo ripensando ai tanti momenti vissuti con il solo intento di dare dignità e nobilitare questo tipo di spettacolo.E’ stata una missione, portare il burlesque nei salotti buoni delle persone influenti e sconfiggere la loro ritrosia,
imporre le mie regole estetiche nei programmi televisivi, e soprattutto dire tanti no, ogni volta che la richiesta si allontanava dal rigore di cui mi faccio carico.

Crede che il burlesque possa avere un’incidenza dal punto di vista dell’autostima delle tante che lo praticano? E’ possibile condurre delle vite ordinarie ma sentirsi seducenti come delle performer?
Non sono una grande sostenitrice del “burlesque terapeutico”, ma in tempi di grande smarrimento spirituale anche il burlesque sembra dover arrivare in soccorso.

A suo modo di vedere, come è cambiato l’ideale di bello femminile dagli anni 80, in cui prevaleva una rappresentazione di un corpo filiforme?
Le mode estetiche, hanno, nel corso dei secoli inflitto pene indicibili al corpo femminile.Se pensiamo a corsetti e crinoline che hanno torturato le donne fino all’inizio del ‘900, fino ad arrivare agli anni ’60 quando ci si addormentò con le forme rassicuranti e materne della Mangano e ci si risvegliò con quel graziosissimo scheletrino di Twiggy.E se gli anni ’80 hanno chiesto alle donne di mascolinizzarsi dentro a tailleur squadrati, gli anni 2000 ci hanno proposto efebiche ragazzine denutrite convincendoci che, nel mondo del troppo, l’unico modello possibile si dovesse avvicinare meschinamente al nulla.
Oggi, la strada per raggiungere un ideale estetico sano e armonioso è ancora lunga, i canoni di bellezza sono più che mai contraddittori, da una parte le grucce umane che continuano a calcare le passerelle degli stilisti e dell’altra le donne televisive tutte botox e silicone.
Forse in questo senso il mondo del burlesque ci fornisce uno spiraglio di luce e ci regala la visione di donne con una bellezza personale, con caratteri e taglie differenti tra loro, riportando il concetto di bellezza a parametri sani e variegati.

Guardando le sue immagini, il suo percorso sembra intimamente e profondamente artistico. Cosa pensa a tal proposito? Che legame ha con l’arte?
Rimango sempre incantata dal periodo della Belle Époque da cui traggo costantemente ispirazione, le linee sinuose, i riferimenti floreali, i giapponismi e la ricerca dell’armonia di fine ‘800 e di inizio ‘900 mi emoziona e mi coinvolge sempre profondamente.

Come è Eve la Plume quando si assopiscono le luci dello spettacolo? Quali sono le sue maggiori passioni?
Nella vita sono un esteta, alla continua ricerca del bello in tutte le sue forme.
Adoro cucire i miei abiti e i miei accessori, e gran parte dei miei pensieri sono occupati a risolvere “problematiche sartoriali” e di accostamento colori.

Ci consiglia un’artista che ama in qualunque campo ritenga opportuno.
Amo Rossy de Palma l’artista poliedrica e poliglotta,capace con la forza della sua personalità di farci riscoprire il bello in un viso che sfida ogni regola della simmetria. Rossy nella vita come in scena è un inno alla vita, porta con se gioia e determinazione ed è portatrice sana di entusiasmo.

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