the Devils: i Peccatori del Rock and Roll


Abbiamo fatto alcune domande a “the Devils”, il duo garage/rock nato nel 2015 in Campania o, secondo alcuni, all’Inferno:

Sappiamo che di recente avete suonato un po’ ovunque, avete ricevuto un’accoglienza differente nel resto d’Europa rispetto all’Italia?

Dove avete avuto la sensazione di riscuotere maggiore successo e che ci fosse un pubblico più predisposto al vostro genere?

Noi ci divertiamo di più all’estero e anche il pubblico è più abituato li a questo genere musicale, ma lo sapevamo in partenza dato che in Italia il rock n roll rimane un genere di nicchia; di fatti abbiamo registrato il nostro primo disco in Francia con un produttore americano e abbiamo firmato per un’etichetta svizzera, con la precisa intenzione di suonare di più all’estero. Non siamo patriottici ma nemmeno esterofili .

 

Quali sacrifici comporta fare musica underground e quali sono secondo voi i modi per farsi conoscere ed apprezzare dal pubblico?

Non crediamo si possa fare musica e in particolar modo quella underground a tempo perso o nel tempo libero, anzi bisogna impegnarsi e dedicarsi completamente ad essa, poi dipende da te; quanto vuoi veramente quella cosa, quanti e quali sacrifici sei disposto a fare. A noi piace suonare piu di ogni altra cosa, quindi qualsiasi altra cosa al di fuori della musica è diventata superflua. Per quanto riguarda il “farsi conoscere” fortunatamente il palco resta ancora l’unico veicolo autentico per farti apprezzare, macinando chilometri e chilometri .

 

Una delle caratteristiche principali e più attraenti della vostra musica è che sembra completamente istintiva. L’impressione è che i brani nascano da improvvisazioni che si trasformano spontaneamente in qualcosa di più definito che assume la forma di una canzone, è effettivamente così? Raccontateci come componete i vostri pezzi…

Dipende … alcuni pezzi sono nati in sala da un semplice riff , altri da un tempo di batteria , ma sostanzialmente non abbiamo una regola fissa . Il processo creativo è per noi qualcosa di totalmente libero, a volte non è nemmeno necessariamente legato alla musica. L’unica costante è il divertimento , in sala ci ammazziamo di risate e diamo sempre il peggio di noi .
Considerate il fatto di essere un duo un punto di forza della band o vi piacerebbe ampliare la formazione per esplorare nuove sperimentazioni musicali?

Amiamo tutto ciò che è selvaggio e primitivo quindi in due siamo già troppi musicalmente parlando , cerchiamo di togliere anzichè aggiungere . Questa è la nostra filosofia .

 

Qual’è il vostro rapporto con la religione? Vi è mai capitato, dal vivo o nel web, di ricevere critiche per l’atteggiamento parodistico che assumete con i vostri travestimenti nei confronti del clero?

Molte meno di quelle che ci aspettavamo, davvero solo un paio, una tra l’altro in Rai che ci ha censurati ma era prevedibile. È un vero peccato, deludente quasi non ricevere abbastanza critiche . Ci spingono e ci stimolano ancor di più a creare scompiglio. Ci aspettiamo una telefonata dal papa prima o poi .

 

Nell’ambito della musica underground, che per definizione dovrebbe essere libera dagli stereotipi, esiste il sessismo?

La figura femminile nell’ambito della musica rock è in genere associata alla voce, più di rado al basso o la chitarra, raramente alla batteria, come mai secondo te?

Credi che questo nasca da un’inibizione o da un pregiudizio delle donne verso le percussioni o dal fatto che si sentano scoraggiate nello scegliere uno strumento “atipico” per il loro genere di appartenenza?

Durante I nostri tour ho incontrato piu batteriste che batteristi , questo pregiudizio sulle donne è qualcosa che non trova fondamento . Non mi risulta nemmeno che nell’ambiente underground ci sia questa forma di sessismo , Esistono persone stupide che dicono cose stupide in qualsiasi ambiente , questo è sicuro .

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