V-Device: Grunge is not Dead


La band grunge/rock/stoner nasce nel 2009 ed attualmente è composta da: Davide Verde alla chitarra ed alla voce, Guy Costanzo al basso ed ai cori, Luca Bravaccino alla batteria e Fabius Shiva alla tastiera.
I ragazzi sono in procito di partire, di nuovo, per una piccola tournée europea.
Abbiamo intervistato Davide che, oltre all’impegno con i V-Device, è attivo a Napoli con “Rock the Zombie”, organizzando festival e serate in cui si esibiscono gruppi rock emergenti:


-Avete presentato il vostro primo album a Berlino e girato a Wittenberg il vostro primo video clip, avete un legame particolare con la Germania o altri paesi europei? Se sì, per quale motivo?
Si’ con la Germania abbiamo un rapporto particolare come in tutta l’Europa dell’Est.
La Germania e’ ancora molto legata al rock di matrice ’90 e all’hard rock in genere. Non è un caso che proprio alla prima data in assoluto a Berlino abbiamo incontrato il nostro manager tedesco Uwe, allora proprietario del General Dealer Club, che all’inizio ci accolse in modo molto rude… Poi dopo il concerto si innamorò di noi e si propose di guidarci in molte date tedesche.
La scelta di girare il secondo video “Trying to do it Right” a Wittenberg non è casuale. Infatti il brano si ispira alla “Tragica Storia del Dottor Faust” (per intenderci colui che vendette l’anima al diavolo) e Faustus era nato a Wittenberg.
Io ed il regista Vincenzo Spagnuolo facemmo quindi un sopralluogo per poi finire il video in interno in una chiesa di Napoli.

– A breve farete un tour tra Germania ed Europa dell’est, non è la prima volta che vi spostate dall’Italia per i vostri concerti, ci raccontate un aneddoto divertente avvenuto in viaggio con la band?

Certo, ancora una volta andremo dai nostri amici serbi, dopo già aver incontrato quelli polacchi, in attesa di altre news che speriamo a breve possiamo rendere pubbliche… Beh di aneddoti ne abbiamo a migliaia. Ma per lo più si tratta di episodi che mettono alla berlina tutti noi quindi meglio soprassedere.
Come aneddoto simpatico ti possiamo segnalare il fatto che a fine concerto spesso, il cantante Davide dice al bassista Guy di vendere i CD a qualcuno che li chiede e gli suggerisce anche il prezzo… Al momento della vendita poi Davide, riappare, e suggerisce a Guy di regalare il CD, facendo fare quindi a Guy la parte del rabbino… Non so se si è capito. Eh eh…

-Avete all’attivo molti video, cosa atipica per una band underground, come mai avete deciso di investire su quest’aspetto?
Non so se la parola “atipica” abbia senso in questo contesto. Abbiamo sempre amato l’idea di fare video ed abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone che hanno investito su di noi e sulla nostra immagine.
Ci piace molto girare i video e crediamo siano importanti per la promozione. Come anche l’ultimo “Clever Girl” di Walton Zed che noi consideriamo un genio.

– Davide, oltre a cantare nei V-Device, organizzi serate nei locali napoletani in cui possono esibirsi band emergenti. Quali sono le soddisfazioni e quali gli aspetti negativi di un’attività del genere?
Appartenendo ad una scena musicale Underground, non mainstream, ho sempre avuto ben presente le difficoltà che gli artisti underground incontrano sul loro cammino.
Ho fatto quindi mente locale ed ho capito che era il momento di intervenire in prima persona per poter valorizzare una scena troppo spesso martoriata e non valorizzata. Rock The Zombie ha dato voce alla mia voglia di lotta e cambiamento che è la stessa di molti artisti, ed il suo successo lo testimonia. Da quest’anno abbiamo anche nuovi collaboratori tra cui voglio annoverare Antonio Chianese dei The Quinlans che sta curando la rassegna a Napoli.

-Il marchio di fabbrica dei V-Device è la voce, particolarmente riconoscibile e potente: è una dote naturale oppure frutto di preparazione tecnica ottenuta con lo studio? 


Grazie per i complimenti. Ovviamente voglio sottolineare anche l’importanza della sezione ritmica del basso di Guy Costanzo e la batteria di Luca Bravaccino e le melodie al piano e synth di Fabius Shiva. Si’ ho preso lezioni di canto, ma non per molto. È importante studiare, ma è altrettanto importante vivere esperienze di vita che possano guidarti verso un percorso individuale e peculiare che si riflette poi nelle tue performance.

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