Le Cariatidi dell’Eretteo non vestono alla moda. Prendiamola con Filosofia.

“Il sublime è la risonanza di un animo grande”.
(Dionisio o Longino, Perì Hypsous, Trattato del Sublime, I sec. d.C.)

L’archeologia greca, la sua cultura e la sua storia millenaria non incontreranno l’alta moda fiorentina. La Commissione Archeologica della Grecia (Kas) ha negato a Gucci il permesso di sfilare sull’Acropoli più famosa del mondo, rinunciando a una cospicua offerta di denaro, secondo quanto riportato dalla stampa ellenica. Nonostante la crisi economica, la Grecia non si piega alle leggi del mercato, dichiarando incompatibili il valore e il carattere dell’Acropoli con un evento di questo tipo. E, ancora una volta, l’Ellade ci offre una lectio magistralis di etica ed estetica, riaffermando il principio arcaico della Kalokagathia: il bello che deve congiungersi al buono, inteso come saggezza, virtù e giustizia. L’estetica, dunque, quando incontra l’etica, si esprime nella sua veste più nobile ed elevata. Ma non è questo il caso del Partenone svilito allo status di passerella. Una sfilata di moda, apoteosi dell’effimera caducità e vana celebrazione del fuggevole nunc fluens, sul proscenio eterno dell’Acropoli ellenica, un tempio immerso nella sacralità del nunc stans, espressione dell’arte che, nella sua forma più sublime, riesce a creare un ponte tra l’Uomo e il Divino, tra la Terra e il Cielo, tra il Finito e l’Infinito? Un ossimoro stridente, una dicotomia inconciliabile, una violazione profana e inaccettabile. In un mondo in cui quasi tutto ha un prezzo, Atene ci ricorda che qualcosa conserva ancora un valore.

Foto da http://news.fidelityhouse.eu/viaggi/acropoli-di-atene-41868.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *