Cococo e lavoratori a progetto: dal 2017 potete pure fottervi

Sei un lavoratore a progetto? un cococo? il tuo contratto scade nel 2017? sappi che se fai domanda di DIS-COLL questa verrà rigettata dall’Inps, sì, perchè non essendoci proroghe nè disposizioni a riguardo, l’inps portà solo rigettare le domande. Poi il nulla, nada, nisba.

La DIS-COLL, indennità di disoccupazione che mirava ad essere un “cuscinetto” tra un contrattino a progetto e l’altro, definita da l’art.15 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22, con proroga art.1 Comma 310 Legge 208/2015, permetteva ai collaboratori e ai progettisti di avere una piccola ancora di sopravvivenza. Nasceva con l’intento, forse lodevole, di affacciarsi al mondo dei precari. Chi ha fruito della DIS-COLL sa che l’importo dell’indennità in sè era una cosa ridicola, ma soprattutto i requisiti erano quasi impossibili da raggiungere, tra i quali un contratto con un fisso mensile di 1300 euro, non meno. Mi dite quale cococo o lavoratore a progetto li prende? ecco, la norma andava migliorata, non di certo alienata.

E invece ci vogliono precari, stronzi e da fottere, dunque non meritiamo nemmeno un brandello di bandiera bianca. Possiamo pure annegare nel mare della precarietà. E io sono incazzata nera. Incazzata nera perchè con la totale assenza di un cuscinetto per queste figure che ingrossano il mondo del lavoro, il risultato sarà quello (in)sperato della fine dei sorci sulla nave che affonda. Perchè vogliono tanto emulare l’economia basata sulla flessibilità del lavoratore ma non sono in grado di fornire delle clausole sociali ai contratti precari. E in Italia, oggi, si muore di precariato.

Ma è ovvio che ultimamente i problemi sono altri. Di certo il mondo dei lavoratori a progetto e dei cococo, dei precari e delle precarie, non sono degni di menzione. In un’italia con il tasso di natalità più basso dell’ue, ultima per crescita del pil, il problema non è di certo la rabbia di chi, giustamente, rimane con le pacche nell’acqua.

Non sono un’esperta di economia nè di politica… eppure io, tra la mancata crescita del pil, la mancata natalità e la precarietà, ci vedo un nesso, voi no?

 

 

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