Campo Rom di via Brecce: un disastro per le Istituzioni.

Il Campo Rom di via Brecce questa mattina è stato assediato dalle forze dell’ordine. Un’iniziativa che apre inquietanti scenari. Come sempre è l’ultimo anello della catena di montaggio sociale a pagare il prezzo. Se non fosse per la drammaticità dei fatti verrebbe da evidenziarne un profilo grottesco, ma in fin dei conti è così, ogni avvenimento terribile cela sempre un lato paradossale.

Dopo l’efficace intervento nel campo vengono sequestrati in prevalenza carrelli con cui i rom girano la città per “raccattare spazzatura”. Sembrerebbe dall’oggetto del sequestro di poter ricostruire uno spaventoso scenario criminale. Ciò non basta. Viene sequestrato il generatore elettrico. Ben 400 bambini staranno senza elettricità. Il Consigliere Regionale F. S. Borrelli ha affermato: “Bisogna parlare di legalità nei campi rom”. La buttiamo così, secca: e’ legale lasciare 400 bambini senza elettricità?

Continua il Consigliere: “se non vogliono adeguarsi devono lasciare la Campania”. In realtà è in atto una strategia della tensione che determinerà l’ennesimo esodo. Quando la politica, in questi casi, non esercita la sua finzione cosa rimane? La risposa è quasi banale: razzismo. Ovviamente un razzismo non inteso come fenomeno antropologico, ma come vera e propria forma di gerarchizzazione dei rapporti sociali in città.

All’impresa hanno partecipato attivamente anche i vigili urbani. Se la Regione ha gravi responsabilità, per il Comune,  bisogna avere l’onestà o di ritenere o che i vigili urbani  sono un corpo autonomo ovvero che se sono impiegati con funzioni diverse dalle ordinarie, ciò avviene in base ad una direttiva politica.

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